venerdì 31 dicembre 2010

I draghi del crepuscolo d'autunno (Trilogia di Dragonlance #1)

Titolo originale: Dragons of Autumn Twilight
Autore: Margaret Weis e Tracy Hickman
Anno di pubblicazione: 1984
Editore: Armenia
Pagine: 315

Iniziato il: 29 dicembre 2010
Terminato il: 31 dicembre 2010
Valutazione: ★★★

Tika Waylan raddrizzò la schiena con un sospiro, sciogliendosi le spalle per dar sollievo ai muscoli rattrappiti. Gettato il cencio insaponato nel secchio d'acqua, si guardò attorno nella sala deserta.
(incipit)
Sarà che ho letto questo libro negli intervalli tra una tachipirina e l'altra e quindi non ero molto lucida o sarà forse che in questo periodo non sono molto in vena di fantasy, fatto sta che non me lo sono goduto in pieno. Devo dire che la storia è molto bella e alcuni personaggi mi sono piaciuti moltissimo (soprattutto il mago Raistlin, il kender Tass e il mago pazzo Fizban), però...non so, non mi ha coinvolta al 100% come invece mi succede di solito con saghe di questo genere. Ripeto, forse è colpa mia che non ero nella condizione migliore, e con 38 di febbre probabilmente non mi sarebbe piaciuto nemmeno "Il Signore degli Anelli", però non mi ha stregata. Forse può sembrare sciocco ma mi ha delusa moltissimo la mappa: piccola, non definita...brutta, brutta! E in una saga fantasy la mappa è essenziale. Comunque non voglio lasciarmi influenzare da questa prima impressione e andrò avanti a leggere tutta la trilogia.

L'isola dei segreti

Titolo originale: Bright Young Things
Autore: Scarlett Thomas
Anno di pubblicazione: 2001
Editore: Newton Compton
Pagine: 323

Iniziato il: 28 dicembre 2010
Terminato il: 29 dicembre 2010
Valutazione: ★★★★

Giovani menti brillanti cercansi per grande progetto. Inviare busta affrancata a Casella Postale 2300, Edimburgo
(incipit)
Si può amare e contemporaneamente odiare profondamente un autore? Nel caso di Scarlett Thomas la risposta è sicuramente si! La amo perchè è geniale, i suoi libri sono avvincenti e mi prendono talmente tanto che, come nel caso de "L'isola dei segreti", li divoro in alcune ore. E poi mi butta lì un finale che...ma andiamo con ordine: ci vengono presentati sei personaggi, tre ragazzi e tre ragazzi, tutti piuttosto allo sbando. I sei rispondono ad un annuncio di lavoro nel quale si cercano "giovani menti brillanti" (da qui il titolo inglese) per un progetto non meglio specificato. Dopo un brevissimo colloquio ed un caffè si ritrovano tutti inspiegabilmente su un'isola deserta, sulla quale vi sono solo una casa, una pala eolica che la rifornisce di energia elettrica e dei pannelli solari. Inizialmente terrorizzati i ragazzi sembrano abituarsi alla casa, che scoprono piena di provviste alimentari, e alla loro condizione di solitudine, pur non smettendo mai di farsi domande sul perchè si trovino lì, chi ce li abbia trasportati e in che modo, e soprattutto che intenzioni abbia.

Come in un incrocio tra Lost e il Grande Fratello, i ragazzi iniziano a conoscersi, a parlare tra loro anche dei loro segreti più imbarazzanti (mi è piaciuta un sacco la sequenza di "obbligo o verità") e si creano le prime simpatie "di coppia". Un giorno, i ragazzi scoprono finalmente il motivo per cui si trovano lì...ed è una trovata fantastica: facendo morire l'uomo prima che compia le efferate azioni che si proponeva, la Thomas sconvolge l'ordine degli eventi che chiunque si sarebbe aspettato. A quel punto, però, per i ragazzi diventa chiaro che la loro unica possibilità di tornare a casa è svanita con la morte dello sconosciuto e decidono così di affidarsi alla loro unica possibilità: mandare un messaggio di richiesta di aiuto (piuttosto originale, oltretutto) insieme al cadavere dell'uomo su un canotto trovato in soffitta. Ed è in questo momento, che la Scarlett mi mette questo finale che...giuro, se l'avessi avuta tra le mani l'avrei strangolata: uno dei ragazzi, di nascosto dagli altri, prende il biglietto dal cadavere e lo fa a pezzetti, buttandolo in mare. Ma per quale motivo deve fare una cosa del genere? E' vero che si era capito che nessuno dei tanti era molto convinto di voler davvero lasciare l'isola ma...è una cosa senza senso, anche con tutte le provviste della casa non potrebbero mai sopravvivere fino alla vecchiaia. Cosa diventa, un gioco al massacro finchè non si mangiano tra loro? Non so davvero, mi ha lasciato con talmente tanto amaro in bocca che mi verrebbe voglia di non leggere più i suoi libri, per ripicca. Solo che so già che non riuscirei!

martedì 28 dicembre 2010

Io e te

Autore: Niccolò Ammaniti
Anno di pubblicazione: 2010
Editore: Einaudi
Pagine: 116

Iniziato il: 28 dicembre 2010
Terminato il: 28 dicembre 2010
Valutazione: ★★★

- Caffè?
Una cameriera mi scruta da sopra la montatura degli occhiali. In mano ha un thermos argentato.
Le porgo la tazza. - Grazie.
Me la riempie fino al bordo. - È venuto per la fiera?
Faccio segno di no con la testa. - Che fiera?
- La fiera dei cavalli.
(incipit)
Nel caso di "Io e te" non parliamo di un romanzo, bensì di un racconto (Wikipedia lo classifica diversamente ma io non sono d'accordo). Io non amo particolarmente i racconti perchè in poche pagine faccio estremamente fatica ad immedesimarmi e solitamente me li dimentico nel giro di poco tempo, purtroppo, anche quando mi piacciono. E questo mi è piaciuto. Il protagonista è Lorenzo, un quattordicenne con una serie di problemi relazionali che un giorno racconta alla madre di essere stato invitato dagli amici in settimana bianca. La donna è talmente felice del fatto che finalmente suo figlio sia riuscito a legare con altri ragazzi che Lorenzo non ha il coraggio di confessarle di aver inventato tutto per un motivo che anch'egli non sa spiegare. Decide così di rifugiarsi per una settimana nella cantina del suo palazzo con una scorta di cibo in scatola e coca cola, libri e playstation. Tutto procede bene fino all'inaspettato arrivo di Olivia, la sua sorellastra. La ragazza lo costringe a concederle ospitalità ed è proprio la convivenza forzata con lei e la scoperta dei suoi problemi di droga ad aiutare Lorenzo, a far sbloccare quel meccanismo inceppato dentro di lui che gli impediva di relazionarsi in maniera "normale" con gli altri. Ho apprezzato la capacità di Ammaniti di descrivere il disagio di Lorenzo, il suo tentativo di mimetizzarsi all'interno della società per nascondersi, la sua incapacità di reazione anche di fronte all'"aggressione" di sua madre da parte di uno sconosciuto. Peccato, quindi, che sia stato solo un racconto di poco più di cento pagine, probabilmente l'avrei apprezzato di più se fosse stato più approfondito.

lunedì 27 dicembre 2010

Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie/Attraverso lo specchio

Titolo originale: Alice Adventures in Wonderland/Through the Looking-glass
Autore: Lewis Carroll
Anno di pubblicazione: 1865
Editore: Mondadori
Pagine: 384

Iniziato il: 15 dicembre 2010
Terminato il: 26 dicembre 2010
Valutazione: ★★★★★

Alice cominciava a non poterne più di stare seduta accanto a sua sorella sulla riva del fiume senza avere niente da fare; una o due volte aveva sbirciato nel libro che la sorella stava leggendo, ma non c'erano né figure, né dialoghi: «E a che cosa serve un libro», pensò Alice, «senza le figure o i dialoghi?»
(incipit)
Non mi stancherò mai di leggere questo libro; la mia ennesima rilettura è partita dopo aver visto il film di Tim Burton, in quanto dovevo accertarmi di alcuni particolari che non ricordavo, come ad esempio la Regina Bianca svampita (in effetti si, è vero) e il Ciciarampa, che nella mia edizione è tradotto "Ciarlestrone". Dei due racconti ho sempre preferito il secondo, probabilmente per la sua particolare struttura a partita di scacchi, durante la quale il pedone Alice deve diventare Regina e poi fare Scacco Matto al re rosso, anche se la parte che mi ha sempre affascinata in maniera particolare si trova in "Alice nel Paese delle Meraviglie", quando la bambina cade nella tana di coniglio e si trova nel corridoio pieno di porte. Anche nel cartone animato Disney quel momento ha sempre avuto un impatto particolare su di me, addirittura da mandare indietro la cassetta e riguardare più volte di fila la stessa scena. Non so davvero spiegarne il motivo.

Per affrontare la lettura di "Alice" è indispensabile avere un'edizione con delle belle note lunghe, che riportino le traduzioni di tutte le poesie e le spiegazione degli innumerevoli giochi di parole disseminati nel testo, altrimenti non si capisce una mazza, dato che anche con tutta la buona volontà del mondo un traduttore non potrebbe mai renderli in italiano. Meglio ancora sarebbe avere un'edizione con il testo a fronte, che però io non sono mai riuscita a trovare: così ho rimediato con una in inglese e una in italiano. In ogni caso fortunatamente su internet ci sono moltissimi siti che ripropongono gratuitamente il testo in lingua originale con tanto di illustrazioni, che nel caso di "Alice" sono parte integrante del testo, non soltanto perchè Carrol ne parla direttamente all'interno del libro, ma perchè alcune scelte nella trama sono state effettuate proprio su consiglio di Tenniel, l'illustratore originale al quale Carrol stesso si è affidato.

In ogni caso, durante la lettura il mio pensiero costante è stato uno solo: quanto avrei voluto essere anche io una delle bambine inglesi della seconda medtà dell'800 che per la prima volta hanno letto questo meraviglioso libro, capendo immediatamente (perchè appartenenti alla loro vita di tutti i giorni) le storpiature di Carroll delle canzoncine e poesie che erano obbligate a studiare a scuola, i giochi di parole e tutte le altre piccole follie che l'autore ha inserito nel racconto.

lunedì 20 dicembre 2010

Sfida dell'alfabeto 2011

Sito ospite: aNobii - Readers Challenge Forum

REGOLAMENTO

1) La sfida consiste nel leggere 26 libri, uno per ogni lettera dell'alfabeto (comprese J, K, W, X, Y) secondo il cognome dell'autore.
2) Il periodo di lettura va dal 1 gennaio al 31 dicembre 2011.
3) Non è necessaria una lista preliminare.
4) I libri dovranno essere scelti, come detto sopra, secondo l’iniziale del cognome dell’autore/autrice (uno per ogni lettera dell’alfabeto) e potranno essere letti in qualsiasi ordine.

Casi particolari:
a) Due o più autori: vale il cognome del primo menzionato in copertina
b) Doppio cognome maschile: si potrà scegliere liberamente tra i due
c) Doppio cognome femminile: vale quello da nubile
d) Autori latini: vale il nome col quale sono universalmente conosciuti (es. Tito Maccio Plauto = Plauto; Publio Ovidio Nasone = Ovidio...)
e) Cognomi di provenienza: vale il nome (es. Leonardo da Vinci = Leonardo; Erasmo da Rotterdam = Erasmo)


5) Sono validi per la sfida:
- Libri di qualunque genere (romanzi, saggi, raccolte di poesia o racconti, graphic novel, manuali...) purchè ci sia del testo scritto che abbia una certa importanza (per es. no didascalie a immagini)
- Le riletture
- Libri inseriti in altre sfide

6) PASSO: Rispetto alle scorse edizioni sopravvive un solo tipo di passo, il PASSO CON SOSTITUZIONE --> al posto di un libro per una lettera che non ispira , se ne può scegliere un altro con diversa lettera. Per esempio al posto della X potete leggere un libro di Eco. E' valido una sola volta!


Elenco Libri

A - Allende, Isabel - "La casa degli spiriti"
B - Benjamin, Walter - "Infanzia berlinese intorno al millenovecento"
C - Capaldi, Valentina - "Elfo per metà"
D - de Fombelle, Timothée - "Tobia, un millimetro e mezzo di coraggio. Vol.1"
E
F - Follett, Ken - "I pilastri della Terra"
G - Gaarder, Jostein - "Il mondo di Sofia"
H - Harris, Joanne - "Chocolat"
I
J - Jones, Frewin - "The Faerie Path"
K - Kelly, Jacqueline - "L'evoluzione di Calpurnia"
L - Lagerlöf, Selma - "Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson"
M - Molnár, Ferenc - "I ragazzi della via Pal"
N
O
P - Paasilinna, Arto - "L'allegra apocalisse"
Q
R - Rowling, J.K. - "Harry Potter and the Philosopher's Stone"
S - Scott, Michael - "I segreti di Nicholas Flamel l'immortale: L'alchimista"
T
U
V
W - Wolf, Klaus-Peter - "Lilli e lo sceriffo"
X
Y
Z

mercoledì 15 dicembre 2010

Augh, Stella Cadente!

Titolo originale: Fliegender Stern
Autore: Ursula Wölfel
Anno di pubblicazione: 1993
Editore: Piemme
Pagine: 120

Iniziato il: 9 dicembre 2010
Terminato il: 14 dicembre 2010
Valutazione: ★★★

Stella Cadente era seduto davanti alla tenda di suo padre e pensava: «È brutto essere ancora un bambino. Perché ci vuole così tanto prima di diventare grande?»
(incipit)
Non ho impiegato davvero quasi una settimana a finire questo mini-libriccino, è solo che durante questi giorni, mi ci sono messa solo un paio di volte la sera prima di andare a dormire. Fa parte dei libri che da bambina non sono riuscita a leggere e che, per qualche motivo (che assolutamente non ricordo) mi aveva incuriosita : racconta la storia di un piccolo indiano con tanta voglia di crescere che un giorno decide di partire per andare a parlare con "l'uomo bianco", ovvero il responsabile della scomparsa dei bufali dalle praterie che è causa della fame della sua tribù, e spiegargli quanto quegli animali siano importanti per il suo popolo. Un'avventura per bambini, che fa però riflettere (almeno ad un adulto) su quanto a queste popolazioni, come a tante altre nella storia, sia stato tolto tutto, compresa la libertà di decidere come vivere la propria esistenza.

giovedì 9 dicembre 2010

Legacy

Titolo originale: Legacy
Autore: Cayla Kluver
Anno di pubblicazione: 2010
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 384

Iniziato il: 6 dicembre 2010
Terminato il: 8 dicembre 2010
Valutazione: ★★★★

Il primo bambino scomparve il giorno della sua nascita, una notte in cui la luna giallo pallido che dominava il cielo si fece rossa e inondò il firmamento del colore spaventoso del sangue, la stessa notte in cui il regno di Cokyri interruppe il suo attacco spietato. Da quel momento nei villaggi di Hytanica i neonati continuarono a sparire.
(incipit)
Per la serie "se non è una saga non ci provo gusto", ecco l'ennesimo primo libro: in questo caso già si sa che i sequel dovrebbero essere solo due, ma non si sa mai a cosa può portare un eventuale successo editoriale. Come molte altre volte è capitato, la mia scelta ammetto sia dovuta per l'80% alla copertina e per il restante 20% alla trama che mi pareva interessante; meno male, invece, che non mi sono accorta dell'età della scruittrice, altrimenti mi sarei sicuramente persa un libro che ho letteralmente divorato. La ragazza, infatti, ha 18 anni adesso, ma evidentemente quando ha iniziato a scrivere il libro ne avrà presumibilmente avuti 16 o 17...forse anche meno.

La storia è ambientata nel reame di Hytanica di ispirazione medievale anche se, come in tutti i fantasy, tempo e spazio sono assolutamente indefiniti. La protagonista è la principessa ereditaria, Alera, una ragazza affascinante e curiosa che si trova di fronte allo storico dilemma di tutte le principesse: sposarsi per amore, o per il bene del regno? Il suo sgradito pretendente è il bellissimo Steldor, figlio del capitano dell'esercito e favorito di suo padre come successore al trono. Il ragazzo è davvero insopportabile, ma è un personaggio molto interessante e anche divertente (certo, non dal punto di vista di Alera) ed è l'unico che corrisponda ai criteri decisi dal re per diventare il nuovo sovrano. Un altro personaggio che mi ha incuriosito moltissimo è London, la guardia del corpo di Alera, che nel corso del racconto viene coinvolto in episodi poco chiari che probabilmente verranno spiegati nei libri successivi.

Purtroppo per lei, Alera non può far valere le sue volontà in quanto nel regno di Hytanica la decisione del re, in quanto uomo, è indiscutibile. Nonostante nel corso del racconto venga sottolineato più volte che secondo la cultura di Hytanica la donna sia completamente sottomessa alla volontà dell'uomo, che può disporre di lei a sua discrezione, la ragazza sembra molto libera: viene coinvolta negli affari di stato, le guardie parlano con lei spiegandole ciò che accade a palazzo, non viene allontanata se scoperta ad origliare cose che non dovrebbe sentire, ecc...

La situazione di relativa tranquillità viene sconvolta dall'arrivo di Narian, un ragazzo Hytanico cresciuto dai cokyriani (il popolo da sempre nemico degli hytanici) in seguito ad alcuni eventi risalenti alla guerra tra i due regni. Narian, con il suo atteggiamento misterioso e il grande interesse e rispetto che mostra per Alera, seduce la ragazza che, ancora di più, si convince che l'unica sua possibilità di essere felice sia di non sposare Steldor.

Naturalmente tutto, per prima una leggenda sul destino di Hytanica, impedisce ai due di frequentarsi e questo primo libro termina in un momento talmente "clou" che avrei avuto voglia di iniziare subito il sequel...purtroppo non è ancora stato pubblicato, nè in italiano, nè in inglese!!! =C sigh! Non posso nemmeno soddisfare la mia curiosità anticipando la lettura con la versione originale!

Nonno Tano

Autore: Roberta Grazzani
Anno di pubblicazione: 1992
Editore: Piemme
Pagine: 155

Iniziato il: 5 dicembre 2010
Terminato il: 6 dicembre 2010
Valutazione: ★★★★

Prosegue il mio viaggio nei ricordi d'infanzia con la collana del Battello a Vapore e questa volta ho incontrato Nonno Tano. Il libro racconta della vacanza estiva di Sara, Paolo ed Elisa, che partono per la prima volta senza i loro genitori per trascorrere l'estate a casa dei "nonni di Sicilia": Nonno Tano e Nonna Cettina.

Le giornate insieme ai nonni sono piene di avventure, dal bagno al largo ai cuccioli di dalmata, dalla ricerca dell'occhio del pesce (episodio divertentissimo) all'incontro con i delfini. Il bello del libro sta proprio in queste piccole avventure che tutti i bambini desiderano vivere durante le loro vacanze.

mercoledì 8 dicembre 2010

Barriera per conigli

Titolo originale: Follow the Rabbit-Proof Fence
Autore: Doris Pilkington
Anno di pubblicazione: 1996
Editore: Giano
Pagine: 136

Iniziato il: 11 ottobre 2010
Terminato il: 13 ottobre 2010
Valutazione: ★★★

All'inizio degli anni Trenta, nella Australia Occidentale, tre ragazzine compirono un'incredibile impresa. Fuggite dall'istituto dove erano segregate, percorsero a piedi più di 1500 chilometri nel corso di 9 settimane, attraversando il bush in condizioni di assoluta precarietà, fino a raggiungeresane e salve il loro villaggio di provenienza.
L'autrice, figlia di una delle tre ragazzine, ha ricostruito in questo libro la storia di quella fuga, basandosi sui ricordi delle protagoniste e rielaborandoli alla luce della storia australiana, dal tempo in cui solo gli aborigeni abitavano il bush, attraverso l'arrivo dei coloni europei, fino alla decisione da parte del governo di affrontare la questione dei bambini meticci.
(retro di copertina)
Un libro davvero toccante, che racconta la vera storia di tre ragazzine aborigene strappate alle loro famiglie e spedite in un centro di rieducazione appositamente creato per trasformare i bambini indigeni in domestici al servizio dei bianchi. La loro fuga ha dell'incredibile perchè è durata più di due mesi attraverso il bush australiano, inseguite da coloro che volevano riportarle nella loro prigione, e senza potersi fidare dell'aiuto di nessuno. Emozionante il momento in cui le tre bambine vedono finalmente, dopo giorni di cammino, la barriera per conigli, che diventa un simbolo di speranza. Un libro per riflettere ancora una volta (perchè non basta mai) sulle atrocità compiute dall'uomo nella sua storia e magari fare un passo in più verso la possibilità che tutto ciò non si ripeta mai più.

sabato 27 novembre 2010

La musica della luna (Leila Blue #2)

Autore: Miriam Dubini
Anno di pubblicazione: 2010
Editore: Mondadori
Pagine: 189

Iniziato il: 15 novembre 2010
Terminato il: 24 novembre 2010
Valutazione: ★★★

Leila ha appena scoperto di essere una strega, e non una qualunque ma la Senza Scheggia: la prima strega dal cuore puro! Tra pochi giorni comincerà le lezioni di magia e, soprattutto, imparerà a volare a cavallo di una scopa. Intanto, a lezione di musica, la streghetta incontra Astra e diventano subito migliori amiche. Leila l'aiuterà a prepararsi per il provino con Joyce Q, la famosissima cantante che sta selezionando nuovi talenti in giro per il mondo. Astra farebbe di tutto per vincere le selezioni... e Florian inizia a sentire puzza scherzetto!
(retro di copertina)
Eccola la seconda avventura di Leila! Come già avevo notato nel primo libro, i personaggi sono assolutamente la parte migliore, ciascuno con caratteristiche ben definite...il più simpatico però è Florian!! Essendo una saga naturalmente la fine lascia un po' sospesi, ma dalle pagine finali già immagino che nel prossimo episodio ci sarà un bel colpo di scena...

giovedì 14 ottobre 2010

Nata con il secolo

Titolo originale: The Road Taken
Autore: Rona Jaffe
Anno di pubblicazione: -
Editore: Mondadori
Pagine: -

Iniziato il: 11 ottobre 2010
Terminato il: 13 ottobre 2010
Valutazione: ★★




E io che, quando ho letto il titolo e la trama sul retro di copertina mi sono detta: "wow! questo libro deve essere favoloso"! Menomale che l'ho preso tra le superofferte dell'Auchan a 1 euro perchè non mi sarei perdonata una spesa maggiore. In sé l'idea avrebbe avuto ottime prospettive se fosse comparsa nella testa di una persona di talento, ma la Jaffe ha semplicemente creato un libro-trama: per essere più chiara significa che si è ideata una trama, l'ha allungata con qualche dialogo e ci ha aggiunto dei riferimenti storici presi pari-pari da un testo probabilmente delle scuole medie. Non c'è sentimento, non c'è emozione: i personaggi sono sfigatissimi, soffrono un sacco ma è impossibile soffrire con loro perchè la narrazione ha lo stesso phatos di un manuale di storia.

La lettura scorre molto velocemente, talmente velocemente che ho letto circa i 2/3 del libro in un pomeriggio di febbre...il problema è che di essa mi è rimasto poco o nulla. Peccato.

lunedì 11 ottobre 2010

Tre uomini in barca

Titolo originale: Three Man in a Boat
Autore: Jerome K. Jerome
Anno di pubblicazione: 1889
Editore:
Pagine:

Iniziato il: 3 ottobre 2010
Terminato il: 10 ottobre 2010
Valutazione: ★★★★★






Erano anni che non leggevo un libro così, e giuro che non sto esagerando! Tre uomini in barca è esilarante e poetico allo stesso tempo...forse mi devo correggere perchè non ho mai letto un libro in grado di evocare prima delle dolcissime immagini dei miei paesaggi preferiti, quelli dell'Inghilterra dell'Ottocento, e poi piazzare all'improvviso una scenetta che sembra rubata ad uno sketch di Zelig (ed è dire molto, considerando che questo libro è stato scritto un secolo abbondante prima delle battute dei nostri comici attuali). Geniale è l'unico aggettivo che in questo momento mi viene in mente...geniale!

L'incanto della prima strega (Leila Blue #1)

Autore: Miriam Dubini
Anno di pubblicazione: 2010
Editore: Mondadori
Pagine: 156

Iniziato il: 23 settembre 2010
Terminato il: 28 settembre 2010
Valutazione: ★★★

Undici anni fa è nata la Senza Scheggia, l'unica strega dal cuore puro. Da allora, le perfide streghe di tutto il mondo le hanno dato inutilmente la caccia: ormai moncano solo tre notti alla sua iniziazione e devono fermarla al più presto. Intanto, a Londra, Leila non vede l'ora di festeggiare i suoi undici anni. Ultimamente, però, ha la testa più per aria del solito: i capelli le si arruffano all'improvviso, uno scoiattolo di Hyde Park la saluta... Perché le succedono tutte queste cose strane?
(retro di copertina)
Molto carino questo libretto che racconta le avventure della streghetta Leila. L'incanto della prima strega è il primo di una saga, ed è un po' un'introduzione ai personaggi principali e alla vicenda che si svilupperà nei successivi episodi. La trama è molto semplice e credo che forse la Mondadori l'abbia inserito in una fascia d'età più alta di quella in cui avrebbe dovuto, però i personaggi sono simpatici e i disegni sono bellissimi. 

Geopolitica dell'acqua

Autore: Margherita Ciervo
Anno di pubblicazione: 2009
Editore: Carocci
Pagine: 188

Iniziato il: 5 settembre 2010
Terminato il: 15 settembre 2010
Valutazione: ★★★★

L'acqua è alla base della vita del pianeta. E', dunque, un bene comune o un bene economico? L'acqua è la risorsa più abbondante sul nostro pianeta, eppure è sempre più scarsa. Perchè? Qual'è la relazione fra scarsità, sistema produttivo e stili di vita? Esiste una connessione tra la mancanza di accesso all'acqua potabile di circa un quarto della popolazione mondiale e il controllo delle fonti e dei servizi idrici da parte delle multinazionali? Quali sono le ragioni e gli effetti della privatizzazione? Quali le responsabilità dei governi? E' un caso che i conflitti idrici aumentino in maniera esponenziale e che il nuovo millennio si sia aperto con la guerra dell'acqua di Cochabamba? Nel rispondere a queste domande, il libro si propone di fornire spunti di riflessione, esplorando anche i luoghi della resistenza alla mercificazione dell'acqua.
(retro di copertina)
Libro estremamente interessante e ben scritto su un argomento che ha catturato la mia attenzione negli ultimi tempi: il linguaggio utilizzato e gli argomenti spiegati dall'autrice sono accessibili a tutti e ho apprezzato il tentativo di essere il più neutrale possibile sul tema. Naturalmente questo libro rappresenta l'argomentazione di un punto di vista ben definito (e che io condivido pienamente), ma ciò che ho riconosciuto come positivo è che la Ciervo non cerca, come spesso invece accade in questo genere di libri, di convincere il lettore ad aderire alle sue idee, ma presenta una serie di fatti a sostegno della sua tesi insieme alle argomentazioni di chi non la pensa come lei. Mi piacerebbe comunque approfondire l'argomento cercando qualche altro libro simile.

venerdì 3 settembre 2010

The Time Traveller's Wife

Titolo italiano: La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo
Autore: Audrey Niffenegger
Anno di pubblicazione: 2005
Editore: Vintage
Pagine: 529

Iniziato il: 23 luglio 2010
Terminato il: 25 agosto 2010
Valutazione: ★★★ e mezzo

It's hard being left behind. I wait for Henry, not knowing where he is, wondering if he is okay. It's hard to be the one who stays.
(incipit)
Sono andata un po' a rilento con questo libro, perchè nonostante fosse molto bello e originale, l'ho trovato inutilmente troppo lungo: molti capitoli avrebbero tranquillamente potuto essere tagliati e questo avrebbe probabilmente reso la lettura più scorrevole.

Nonostante il titolo, in realtà il protagonista del libro non è la moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo, bensì il marito, ovvero proprio l'uomo che viaggia nel tempo. Non mi ha affatto infastidita, come invece ho letto in alcune recensioni, la palese assurdità della malattia genetica di Henry: dopotutto è un romanzo di fantasia e il bello sta proprio nel fatto che in un libro del genere posso anche immergermi in una storia totalmente assurda. Mi è piaciuta molto l'idea di "spargere" la trama attraverso i vari episodi degli incontri di Clare e Henry nel passato (di Clare) e della loro vita nel presente e, nonostante la tristezza del finale (anche se il lettore viene preparato e "accompagnato" verso l'inevitabile conclusione che fin dall'inizio del libro tutti sappiamo che prima o poi sarebbe accaduta), la scena conclusiva è stata davvero molto, molto dolce e azzeccata. Mi dispiace non dare le 4 stelle che si sarebbe meritato pienamente se avesse avuto un centinaio di pagine in meno (o abbastanza cose da raccontare per giustificarle tutte e 529) in ogni caso devo procurarmi il film, perchè se fatto bene, deve essere veramente molto bello. Ah, la copertina è perfetta.

venerdì 6 agosto 2010

Alias - St.02

Titolo originale: Alias
Ideatore: J.J. Abrams

Personaggi principali: Jennifer Garner (Sydney Bristow), Ron Rifkin (Arvin Sloane), Michael Vartan (Michael Vaughn), Bradley Cooper (Will Tippin), Merrin Dungey (Francie Calfo), Carl Lumbly (Marcus Dixon), Kevin Weisman (Marshall Flinkman), Victor Garber (Jack Bristow), David Anders (Julian Sark), Lena Olin (Irina Derevko).

Trasmesso in Italia: 2003
Valutazione: ★★★★★

Come nella prima stagione, ogni puntata è frenetica ed è con il fiato sospeso che accompagnamo Sydney nelle sue missioni al limite del possibile. Quello che sicuramente si ama in Sydney è il suo essere normale, nonostante tutte le cose surreali che fa, e il fatto che lo spettatore di immedesima in lei e vive con lei tutti i dolori che, a causa del suo lavoro, è costretta a sopportare.

La seconda stagione si mantiene sullo stesso livello della prima, con l'aggiunta di due personaggi incredibili che si vanno a sommare alle file dei cattivi: Irina Derevko, la madre di Sydney, e Julian Sark...quest'ultimo mi piace da morire ed ha una splendida faccia da schiaffi. Entrambi hanno un ruolo fondamentale, soprattutto Irina, che si consegna alla CIA e si offre di aiutare a sconfiggere l'Alleanza.

Dopo una serie infinita di colpi di scena, la serie si conclude di botto con Sydney svenuta e Will apparentemente morto nella vasca da bagno (ma ho iniziato a capire che in Alias non è detto che se uno sembra morto lo sia davvero).

venerdì 23 luglio 2010

Alias - St.01

Titolo originale: Alias
Ideatore: J.J. Abrams

Personaggi principali: Jennifer Garner (Sydney Bristow), Ron Rifkin (Arvin Sloane), Michael Vartan (Michael Vaughn), Bradley Cooper (Will Tippin), Merrin Dungey (Francie Calfo), Carl Lumbly (Marcus Dixon), Kevin Weisman (Marshall Flinkman), Victor Garber (Jack Bristow).

Trasmesso in Italia: 2003
Valutazione: ★★★★★

La prima stagione è fantastica, strepitosa, immensa: Sydney Bristow lavora per l'SD-6, una branca segreta della CIA che le vieta di comunicare a chiunque la verità sul proprio lavoro. Quando il fidanzato Danny le chiede di sposarlo, Sydney si sente però in dovere di essere sincera con l'uomo con cui condividerà il resto della vita e rivela al ragazzo la sua attività di spia. Venuto al corrente di ciò, il capo dell'SD-6, Arvin Sloane, fa assassinare Danny e successivamente cerca di uccidere anche la stessa Sydney, colpevole di voler abbandonare l'agenzia. Dopo un rocambolesco salvataggio ad opera di suo padre, anch'egli agente dell'SD-6 ad insaputa della figlia, la ragazza scopre che l'agenzia per cui lavora non è la vera CIA, bensì una branca dell'Alleanza dei Dodici, un'organizzazione terroristica nemica degli Stati Uniti. Sydney decide così di diventare agente doppio giochista per la CIA e rimanere infiltrata all'SD-6. Con l'aiuto del suo contatto Michael Vaughn, per il quale inizierà a provare dei sentimenti, e del padre, anch'egli agente doppiogiochista, Sydney cercherà di porre fine all'SD-6 e, più in generale, all'intera Alleanza.

Tutta la vicenda ruota intorno alla figura ed ai lavori di Milo Rambaldi, un artista e profeta rinascimentale, le cui opere tecnologicamente avanzatissime sono di grande interesse per i terroristi di tutto il mondo.

I personaggi preferiti di questa serie sono... no, non ci sono personaggi preferiti, perchè lo sarebbero tutti: Sydney è favolosa (coraggiosa, bellissima, dolce, sincera, leale e chi più ne ha più ne metta), Vaughn è un gran figo e Wise, il suo collega, mi sta simpaticissimo (mi piace anche il personaggio interpretato dallo stesso attore in "Heroes"). Anche i colleghi all'SD-6 sono grandi: Dixon è il migliore ma anche Marshall con le sue fissazioni...anche Jack è un bellissimo personaggio; inizialmente molto freddo nei confronti della figlia, piano piano riesce ad instaurare con lei un rapporto affettuoso anche se sempre costellato da litigi per le sue azioni un po' enigmatiche e eticamente discutibili (volte però tutte al bene della figlia). In questa serie sono presenti anche Will (forse in assoluto il mio personaggio maschile preferito) e, per i cattivi, Arvin Sloane, bravissimo a farsi odiare follemente mentre cerca di raggiungere i suoi loschi scopi.

In the Company of Cheerful Ladies (The No.1 Ladies' Detective Agency #6)

Titolo italiano: Un gruppo di allegre signore
Autore: Alexander McCall Smith
Anno di pubblicazione: 2004
Editore: Abacus
Pagine: 231

Iniziato il: 16 luglio 2010
Terminato il: 22 luglio 2010
Valutazione: ★★★★

Mma Ramotswe was sitting alone in her favourite café, on the edge of the shopping centre at the Gaborone end of the Tlokweng Road. In was a Saturday, the day that she preferred above all others, a day on which one might do as much or as little as one liked, a day to have lunch with a friend at the President Hotel, or, as on that day, to sit by oneself and think about the events of the week and the state of the world.
(incipit)
Assolutamente il più bello ed intrigante tra tutti quelli che ho letto fino ad ora di questa serie fin dalle prime pagine: l'episodio, infatti, è pieno di novità che comprendono un mistero piuttosto intrigante (chi si è intrufolato in casa di Mma Ramotswe?), la pazzia amorosa di uno degli assistenti (che si mette in un bel pasticcio), l'introduzione di due nuovi personaggi che sicuramente rimarranno presenti anche nei prossimi libri, dato che il loro ruolo è molto importante e infine la comparsa di una persona che non avrei mai immaginato di conoscere: Note Mokodi in persona. L'incontro con lui permette di vedere un lato di Mma Ramotswe che ancora non conoscevo: improvvisamente, infatti, crolla la forte personalità che la caratterizza dall'inizio del libro e torna la ragazza spaventata che si faceva picchiare dal suo primo marito. Un colpo di scena finale, però, libera Precious da tutte le sue paure, tanto da permetterle di tornare ad essere la donna che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno (soprattutto uomo) e riesce a ricacciare Note nel suo passato.

venerdì 16 luglio 2010

The Full Cupboard of Life (The No.1 Ladies Detective Agency Serie #5)

Titolo italiano: Il tè è sempre una soluzione
Autore: Alexander McCall Smith
Anno di pubblicazione: 2003
Editore: Abacus
Pagine: 224

Iniziato il: 9 luglio 2010
Terminato il: 15 luglio 2010
Valutazione: ★★★★

Precious Ramotswe was sitting at her desk at the No.1 Ladies' Detective Agency in Gaborone. From where she sat she could gaze out of the window, out beyond the acacia trees, over the grass and the scrub bush, to the hills in their blue haze of heat. It was such a noble country, and so wide, stretching for mile upon mile to brown horizons at the very edge of Africa.
(incipit)
Avevo voglia di tornare in Botswana con Mma Ramotswe, credo che mi mancheranno davvero tanto le atmosfere di questi libri quando avrò terminato la saga. In questo episodio ci viene permesso di conoscere meglio Mr J.L.B. Matekoni: una gran parte del libro, infatti, è narrata dal suo punto di vista ed è stata una bella novità. Ho provato una gran simpatia per questo personaggio perchè è davvero una brava persona, forse fin troppo, tanto che una donna esperta come Mma Potokwani, la direttrice dell'orfanotrofio, riesce senza problemi a fargli fare tutto quello che vuole. L'aspetto che mi intenerisce di più è che ogni volta che Mma Potokwani gli "chiede" qualcosa, i suoi pensieri gli dicono di farsi valere e tenerle testa, ma in realtà dalla bocca gli escono tutt'altre parole. Povero!!

Il caso di Mma Ramotswe è stato piuttosto carino, anche se avrei preferito un'indagine un po' più articolata; da questo punto di vista, però, non mi aspetto più nulla, perchè ormai ho capito che il vero intento di McCall Smith è quello di far parlare i propri personaggi e delinearne il carattere a seconda delle situazioni in cui si trovano. L'unica parte che fino ad ora non è mai stata approfondita è stata quella riguardante i bambini: resto in attesa di un cambio di rotta, considerando soprattutto la svolta che subisce (finalmente) la vita familiare di Mma Ramotswe e Mr J.L.B. Matekoni.
[...] He shuld have been more careful. He should have been more on his guard when she offered him cake. That was her technique, he now understood; just as Eve had used an apple to trap Adam, so Mma Potokwani used fruit cake. Fruit cake, apples; it made no difference really. Oh foolish, weak man!
[...] He was a man of machinery, of nuts and bolts and engine blocks, not a man of words. But he appreciated the right words when he heard them, and particularly when they come from Mma Ramotswe who, in his mind, spoke for Botswana.

domenica 4 luglio 2010

Scrubs - St. 02

Titolo originale: Scrubs
Ideatore: Bill Lawrence

Personaggi principali: Zach Braff (J.D.), Sarah Chalke (Elliot), Donald Faison (Turk), Judy Reyes (Carla), John C. McGinley (Dr. Cox), Ken Jenkins (Dott. Kelso), Neil Flynn (Inserviente).
Personaggi secondari: Christa Miller (Jordan), Aloma Wright (Laverne), Robert Maschio (Todd), Sam Lloyd (Ted), Johnny Kastl (Dough), Charles Chun (Dr. Wen).
Guest Stars: Amy Smart (Jamie Moyer, La Bella Sposina del Coma ), Heather Locklear (Julie Keaton, rappresentante farmaceutica), Michael McDonald (paziente Mike Davis), Tom Cavanagh (Dan Dorian, fratello di J.D.), John Ritter (Sam Dorian, padre di J.D), Dick Van Dyke (Dr. Doug Townshend), D.L. Hughley (Kevin Turk, fratello di Turk), Jay Mohr (Dr. Peter Fisher), Ryan Reynold (Spence, amico di J.D. e Turk).

Trasmesso in Italia: 2003
Valutazione: ★★★★★

Anche questa seconda serie non mi ha delusa: vi è l'introduzione di nuovi personaggi (favoloso il fratello di J.D.) e tutta una serie di nuovi eventi: Turk chiede a Carla di sposarlo, il Dott. Cox riprende la sua relazione con Jordan ed Elliot si mette con un infermiere del Sacro Cuore. Per il resto, la vita in ospedale è sempre quella: le ramanzine del Dott. Cox, le malefiche trovate del Dott. Kelso, i dispetti dell'Inserviente...se tutti gli ospedali fossero così anche nella realtò, giuro che avrei fatto medicina!!

Devo fare una rettifica al mio commento sulla prima serie: il personaggio meno simpatico è solo Carla (in realtà la adoro, ma mi rendo conto di quanto sia petulante e nella vita reale probabilmente non l'avrei sopportata) perchè Elliot è meravigliosa con tutte le sue isterie e le sue storie autobiografiche che regolarmente si concludono con un suicidio!

domenica 27 giugno 2010

Scrubs - St.01

Titolo originale: Scrubs
Ideatore: Bill Lawrence

Personaggi principali: Zach Braff (J.D.), Sarah Chalke (Elliot), Donald Faison (Turk), Judy Reyes (Carla), John C. McGinley (Dr. Cox), Ken Jenkins (Dott. Kelso).
Personaggi secondari: Neil Flynn (Inserviente), Christa Miller (Jordan), Aloma Wright (Laverne), Robert Maschio (Todd), Sam Lloyd (Ted), Johnny Kastl (Dough), Charles Chun (Dr. Wen).
Guest Stars: Brendan Fraser (Ben), Scott Foley (Sean), John Ritter (Sam Dorian, padre di J.D.), Michael McDonald (paziente Mike Davis), Sean Hayes (Nick).

Trasmesso in Italia: 2003
Valutazione: ★★★★★ (posso metterne di più??)

Il telefilm più divertente che esista sulla faccia della terra!!!!!! Rido dall'inizio alla fine di ogni episodio e non so davvero chi sia il mio preferito tra il Dr. Cox e l'Inserviente. Meravigliosi sono anche gli excursus mentali di J.D., che si immagina le cose più allucinanti nei momenti meno opportuni, e le frecciatine malefiche tra il Dr. Cox e l'ex moglie Jordan o il Dr. Kelso. Mi ha fatto un ottima impressione Brendan Fraser nei panni di Ben, fratello di Jordan: è simpaticissimo!

I due personaggi meno divertenti sono probabilmente Carla e Elliot, anche se la scena in cui Elliot saluta Sean fuori dalla macchina, lui parte e a lei rimane incastrato lo zaino nella portiera della macchina (proprio mentre Carla ha appena finito di dire che insieme sembrano meno imbranati) mi ha fatto venire i crampi allo stomaco dalle risate; in ogni caso loro sono la spalla, creano delle situazioni nelle quali J.D. o il Dott. Cox (nella maggior parte dei casi l'"imbeccata" è per loro) possono fare una battuta. Altri due personaggi non principali che mi fanno impazzire sono l'avvocato sfigato Ted (povero! mi fa una tenerezza!!) e il chirurgo/ninfomane Todd, che non si capisce davvero come abbia fatto a diventare chirurgo..."dai il cinque al Todd!"....ahahahah!!

In generale, comunque, gli attori sono tutti strepitosi, non so come facciano a fare tutte quelle espressioni: hanno una mimica eccezionale, Elliot poi fa delle facce assurde!!

giovedì 10 giugno 2010

L'uomo che sussurrava ai cani

Titolo originale: The Man Who Speaks Dogs
Autore: Graeme Sims
Anno di pubblicazione: 2009
Editore: De Agostini
Pagine: 285

Iniziato il: 3 giugno 2010
Terminato il: 9 giugno 2010
Valutazione: ★★★

Interessante anche se forse poco approfondito: è molto bello che Sims racconti le vicende dei propri cani allontanandosi dalla forma noiosa del saggio e facendolo assomigliare di più ad una serie di racconti inframezzati da consigli. Quello che mi chiedo è se tutti i cani apprendano con la velocità e la facilità che sembra trasparire dalle sue parole: in realtà, quello che appare leggendo il libro è che i cani del signor Sims siano dei geni. Faccio un esempio: in un capitolo si parla di un cane restituitogli da un padrone che lo riteneva troppo aggressivo. Appena incontrato il cane, Sims l'ha portato con sè in un campo, si è seduto e l'ha lasciato libero di girare senza nè guinzaglio, nè museruola. Dopo qulche giro il cane ha iniziato ad annusarlo e...puff...magia, è tornato un cane coccolone. Non lo so, non mi convince molto se devo proprio essere sincera. Oltretutto, come per quanto riguarda la pedagogia, ci sono talmente tante teorie e metodi diversi che ormai non si capisce più nulla e se uno dovesse seguirli tutti farebbe un gran pasticcio. Io credo che basti un po' di buon senso, senza doversi mettere a ringhiare e inarcare la schiena con il cane per parlare il suo stesso linguaggio: dopotutto nei secoli l'uomo è sempre stato compagno del cane e viceversa, e mi pare che il rapporto si sia mantenuto anche senza stare a farsi troppe seghe mentali, tenendo però bene in testa che il cane non è un bambino e bisogna per forza di cose adottare delle tecniche specifiche per farsi capire da lui.
La verità è che moltissimi cani sono rovinati dall'incomprensione dei propri padroni. Al contrario, ben pochi padroni sono rovinati dai loro cani.

mercoledì 9 giugno 2010

Vacanze all'Isola dei Gabbiani

Titolo originale: Vi på Saltkråkan
Autore: Astrid Lindgren
Anno di pubblicazione: 1964
Editore: Salani
Pagine: 352

Iniziato il: 24 maggio 2010
Terminato il: 08 giugno 2010
Valutazione: ★★★★★

Gdl su aNobii: iscrizioni - I settimana - II settimana - III settimana
Scendi al molo di Stoccolma una mattina d'estate e guarda se c'è attraccata una piccola nave bianca, di nome Gabbiano I, che fa la spola nell'arcipelago: se c'è, quella è la nave giusta, e non hai che da salire a bordo. Alle dieci precise suona la campanella della partenza, e la nave si stacca dal molo a macchina indietro, pronta a partire per il suo solito giro, che termina laggiù, alle isole più lontane dell'arcipelago di Stoccolma. Il Gabbiano I è una piccola nave decisa ed energica e ha fatto questo tragitto tre volte la settimana per più di trent'anni, anche se, con ogni probabilità, non ha mai saputo di solcare acque diverse da tutte le altre acque del mondo.
(incipit)
Ecco un libro che mi è tanto dispiaciuto finire. So che sentirò la mancanza di tutti i personaggi: della dolce Karin, del buffo Melker, del tenero Pelle, della furba Melina, della piccola Stina, degli avventurosi Johan, Niklas, Teddy e Freddy e dei loro buffi animali (soprattutto Nostromo). Mi mancherà molto anche l'atmosfera di serenità che si respira in questo libro, la natura viva come non mai anche in un clima così rigido, e la Vecchia Falegnameria, alla quale anche io come i Melkerson mi sono affezionata.
Questo è il motivo per cui all'età di 25 anni io continuo imperterrita ad amare i libri per bambini: perchè sono gli unici che riescono davvero a comunicare serenità e che ti fanno capire che non è necessario avere tante cose per essere felici, basta un po' di fantasia e l'affetto delle persone a te care.


CAPITOLI 1-5
Questo libro mi piace moltissimo e in tutti i suoi aspetti: adoro l'atmosfera di tranquillità che mi pervade completamente e mentre leggo mi sembra di sentire l'aria fresca, il rumore delle onde e i richiami dei gabbiani. Ogni personaggio è adorabile nelle sue caratteristiche, anche se il mio preferito in assoluto è Melker: non sono riuscita a fare a meno di ridere mentre me lo immaginavo (nel capitolo 5) tuffarsi eroicamente in acqua per salvare suo figlio che non stava assolutamente annegando.
Amo le parti prese dal diario di Karin, le trovo molto poetiche e molto tenere, perchè sono pervase dall'amore assoluto che questa ragazza prova per suo padre e per i suoi fratelli, nonostante lei si sia completamente annullata per loro e sia stata costretta a crescere troppo velocemente.
Melina è favolosa: sicuramente è un personaggio piuttosto irreale (un po' troppo "saggia"), però mi piace da impazzire e, per il momento, la preferisco a Stina. Mi sono immaginata la sua faccina da furbacchiona quando dice: "E' successo tutto da solo!" dopo che lei e Pelle si sono completamente lavati alla festa di Mezza Estate.
Quello che mi piace di questo libro è che si tratta del racconto sereno delle avventure che possono accadere a qualsiasi bambino in vacanza! Io che ho sempre trascorso le mie estati in camper (quindi "all'avventura", non ferma in campeggio), avrei avuto tante di quelle cose buffe da raccontare se solo mi fossi messa a scrivere un diario, e sono certa che ogni bambino in estate viva delle avventure bellissime e divertentissime (ma a volte anche un po' pericolose) che poi si concludono con una risata a casa tra le persone che gli vogliono bene.

CAPITOLI 6-11
Arriva l'inverno sull'Isola dei Gabbiani, ma il freddo e la neve non disturbano certo le avventure dei Melkerson e dei loro amici che danno davvero il meglio di sé in questa seconda parte. Finalmente Karin sembra aver trovato il suo principe: come sono stata contenta per lei e che risate mi sono fatta quando Melina e Stina hanno cercato di farlo ritornare un ranocchio!! =D La povera Melina, poi, mi ha fatto una gran tenerezza quando si pensa che Nostromo, il suo "cagnone pulcioso", debba essere soppresso: poverina, si sente in colpa per essersi fatta assorbire completamente dalle cure alla piccola foca Mosè e aver di conseguenza considerato poco in suo amato San Bernardo (ma chi non si sarebbe distratto se avesse avuto un cucciolo di foca a cui badare? Nella vita certe occasioni capitano una volta sola!). Anche Pelle riceve una bruttissima sorpresa quando il suo coniglietto fugge dalla gabbia chiusa male venendo mangiato dalla volpe e purtroppo si prepara anche un'altra bruttissima scoperta per i tre bambini, dato che Vestermann ha ormai scoperto il nascondiglio della piccola foca e ha tutta l'intenzione di venderla. Sicuramente tutto si risolverà per il meglio, però sono curiosa di sapere in che modo e soprattutto ho una gran voglia di conoscere il finale della storia tra Karin e Petter (è vero che il libro l'ho già letto, ma me lo ricordo poco, quindi sarà una sorpresa!)

CAPITOLI 12-14
Ieri sera sono arrivata alla fine di questa favolosa storia: i poveri Melkerson non riescono proprio a passare la primavera senza intoppi e fino all'ultimo, tutto sembra contro di loro. Quando infatti il problema Vestermann viene risolto e Pelle libera Mosè, non c'è il tempo di far passare qualche settimana che subito piomba un nuovo problema tra capo e collo: la proprietaria della Vecchia Falegnameria (non che la moglie del falegname) vuole vendere la proprietà e l'acquirente è un grasso riccone con una figlia estremamante antipatica e snob (e alla quale Nostromo dà una bella lezione).
Come sempre, però, Pelle e Melina rivelano segrete abilità che solo i bambini riescono a possedere e (grazie anche a quel pizzico di fortuna che nella vita non guasta mai) finalmente, dopo tanto pianto e disperazione, la Vecchia Falegnameria entra in loro possesso per promettere infinite, spendide estati all'Isola dei Gabbiani.
Al contrario di quello che mi aspettavo, la storia tra Karin e il suo principe non subisce nuove evoluzioni ma, per ciò che viene detto negli ultimi capitoli del libro, si può immaginare un proseguimento felice.

martedì 8 giugno 2010

Il segreto del parco incantato

Titolo originale: El secreto de la arboleda
Autore: Fernando Lalana
Anno di pubblicazione: 1992
Editore: Piemme
Pagine: 112

Iniziato il: 7 giugno 2010
Terminato il: 7 giugno 2010
Valutazione: ★★★★
L'estate è bellissima. Beh, no, l'estate è bella e basta. No, nemmeno: l'estate è bella se vai al mare, in montagna e in qualche altro posto, e conosci amici nuovi, e fai il bagno e mangi gelati, ghiaccioli e bevi coca-cola. E poi l'estate è bella se hai preso dei bei voti, così non devi studiare e puoi leggere libri d'avventura invece di quelli di grammatica e di aritmetica. Purtroppo, quello che sto per raccontarvi non mi è capitato in una di quelle estati passate alla grande in riva al mare o sulle sponde di un torrente di montagna.
(incipit)
Alle elementari, la mia insegnante di italiano aveva adottato questo metodo per farci leggere durante l'anno e non far spendere ai nostri genitori un capitale: assegnava ad ognuno di noi un libro della collana del Battello a Vapore che più si addiceva alla nostra età e dopo che ciascuno l'aveva letto, metteva tutti i libri sulla cattedra e ognuno sceglieva quello che preferiva leggere per il giro successivo. Purtroppo però, l'anno era troppo breve per far si che tutti leggessero tutti i libri e "Il segreto del parco incantato" è uno di quelli che ho sempre desiderato leggere ma che non sono mai riuscita ad accaparrarmi: lo volevano tutti!!

Questo graziosissimo libro racconta la magica estate di Ernesto, costretto in città dai brutti voti presi a scuola, e Carmen, una sua compagna di classe che non gli sta eccessivamente simpatica (almeno all'inizio del racconto). I due bambini incontrano nel parco la fata Rufina e la aiutano nel suo compito di portare la felicità agli uomini.

Bellissimo l'episodio degli autobus di gommapiuma (quanto mi piacerebbe provarli) e la trovata per i regali dei Re Magi: peccato davvero non averlo letto a 7 anni, sono certa che mi sarebbe piaciuto da impazzire, esattamente come a tutti i miei compagni.
Mi voltai. Una parte della corteccia dell'albero si era aperta, come una porticina, e lì vicino c'era la figuretta che aveva appena parlato. Non era più alta di due spanne: era vestita da fata: aveva un cappello a punta da fata e, in mano, una bacchetta magica di quelle che portano sempre le fate. Io, vedendola, pensai: «Ernesto, questa deve essere una fata». E dopo aver fatto questa brillante deduzione, caddi svenuto.

lunedì 7 giugno 2010

Cara Susi, Caro Paul

Titolo originale: Liebe Susi, lieber Paul!
Autore: Christine Nöstlinger
Anno di pubblicazione: 1992
Editore: Piemme
Pagine: 208

Iniziato il: 06 giugno 2010
Terminato il: 06 giugno 2010
Valutazione: ★★★
"Caro Paul, senza di te, la scuola non è affatto divertente."
(incipit)
Che bello tornare piccoli con le lettere di Susi e Paul, due grandi amici che vengono separati dal trasferimento della famiglia di Paul in un'altra città a causa del lavoro del padre, un veterinario. Le loro lettere sono così tenere, piene del desiderio di sentirsi vicini anche quando fisicamente non lo sono più. Mi hanno molto intenerita le lettere "di fila" che chiedono i motivi dei ritardi nelle risposte, il disegno di Susi che raffigura Paula, nuova amica di Paul, come una bimbetta cicciona in groppa ad un cavallo (la gelosia dei bimbi si manifesta in forme inaspettate) e i "ti penso sempre". Mi ha invece fatto ridere il disegno di Paul raffigurante i superstiti dopo la battaglia a suon i pugni con Franzi. Che maschiacci!! =)

Furto a scuola

Titolo originale: Der Denker greift ein
Autore: Christine Nöstlinger
Anno di pubblicazione: 1995
Editore: Piemme
Pagine: 208

Iniziato il: 5 giugno 2010
Terminato il: 6 giugno 2010
Valutazione: ★★★★
Ottl aveva capelli corti e ispidi di un intenso color rosso carota, e grandi orecchie a sventola sporgenti dal cranio come manici da una tazza. Era alto, magro e ricoperto di lentiggini. Queste ultime, però non assomigliavano neanche un po' a quei graziosi punticini che talvolta adornano con garbo i delicati nasini delle bambine. Si trattava, nel suo caso, di grosse macchie color caffelatte che ricordavano piuttosto il mantello chiazzato di un cane da caccia. Era come se, accidentalmente, si fosse trovato a passare davanti a un pittore intento a decorare una parete con tinte marroni servendosi di una pistola a spruzzo.
(incipit)
La mia collezione di libri del Battello a Vapore si amplia con un'autrice che ho amato moltissimo (e che ancora mi entusiasma) ma della quale non ho letto proprio tutto, tutto, tutto e "Furto a scuola" è proprio uno di quei titoli che, a suo tempo, mi erano sfuggiti. La storia è molto carina e appassionante: è bello seguire i progressi dell'indagine del Pensatore e dei suoi amici nel tentativo di dimostrare l'innocenza del Barone ma ancora più interessanti sono gli spunti di riflessione che l'autrice distribuisce nel libro sulla facilità con la quale si tende a giudicare le persone solo in base ai pregiudizi. Non sono solo i compagni del Barone a cadere in questo errore, accusandolo di essere un ladro senza averne alcuna prova concreta, ma anche uno dei suoi amici più stretti che si convince della colpevolezza di un altro compagno solo a causa dell'antipatia che prova nei suoi confronti.

Ho apprezzato molto anche le riflessioni finali del libro, dopo la scoperta del vero ladro, a proposito dell'"imparare a voler bene": è un concetto sul quale ho sempre riflettutto anche io, fin da bambina (anche se non nel modo così intenso e colto tipico del Pensatore). Purtroppo ci sono persone che non ci piacciono "a pelle" e che, anche se sappiamo avrebbero bisogno di un amico, non riusciamo proprio a prendere in simpatia. Dopotutto il "voler bene" è un sentimeno assolutamente astratto ed inspiegabile. Ci si può impegnare a rispettare quella tal persona, a difenderla se viene presa di mira dalle battutte degli altri, ma è impossibile costringersi a volergli bene se il sentimento non è sincero e non arriva dal cuore.
Io non sono affatto sicuro che un ladro, uno che per qualche sua ragione si mette a rubare le cose degli altri, sia tanto peggiore di chi, in fondo senza motivo e senza avere prove, è subito pronto a dare addosso a un compagno di classe.
(Il Pensatore)
Si dovrebbe poter imparare a VOLER BENE. Uno non dovrebbe voler bene solo a un certo numero di persone, perchè hanno gli occhi azzurri, un buon profumo, o perchè sono dei tipi in gamba, o divertenti. Uno dovrebbe essere in grado di poter dire: quel tipo non mi piace, d'accordo, ma ha bisogno di qualcuno che gli voglia bene, quindi da questo momento io gli vorrò bene. [...] Non c'è dubbio che se, magari, mettendoci tutti insieme, risucissimo, almeno un po', a VOLERE BENE all'insopportabile Wolfi Hahn, tutto sarebbe molto, molto più facile.
(Il Pensatore)

lunedì 31 maggio 2010

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Titolo originale: The Curious Incident of the Dog in the Night-Time
Autore: Mark Haddon
Anno di pubblicazione: 2004
Editore: Mondolibri
Pagine: 247

Iniziato il: 26 maggio 2010
Terminato il: 31 maggio 2010
Valutazione: ★★★★
Mezzanotte e 7 minuti. Il cane era disteso sull'erba in mezzo al prato di fronte alla casa della signora Shears. Gli occhi erano chiusi. Sembrava stesse correndo su un fianco, come fanno i cani quando sognano di dare la caccia a un gatto. Il cane però non stava correndo, e non dormiva. Il cane era morto.
(incipit)

*SPOILER*
Diverso da quello che mi aspettavo: credevo di trovarmi davanti ad un libro che, nonostante il protagonista della storia fosse un bambino affetto da sindrome di Asperger, risultasse comunque abbastanza leggero, invece mi sono scontrata con una malattia di cui non sapevo assolutamente nulla e sulla quale voglio leggere altro. Sicuramente la parte che mi ha più colpita è stata tutta quella successiva alla scoperta del colpevole: le lettere, la fuga da casa, il fatto che questo bambino riesca a controllare le sue paure per raggiungere la casa della madre in un'altra città e contemporaneamente l'incapacità di cogliere la sostanziale differenza tra sua madre e suo padre, la prima che è scappata, il secondo che ha affrontato i problemi ed ha cresciuto, in mezzo a mille difficoltà, il proprio figlio.

Proprio i genitori di Christopher sono stati un grosso punto di riflessione: si può giudicare una madre che si rende conto di non essere in grado di affrontare la malattia del proprio figlio e decide di allontanarsi da lui? E il padre di Christopher ha davvero sbagliato a raccontare al figlio della morte della madre? Non saprei dare una risposta a nessuna delle due domande, perchè ogni volta che provo a dire "si" o "no", mi viene in mente un "però" che smonta tutto il ragionamento e, in fin dei conti, credo che le uniche persone che possano dare un parere in merito siano coloro che hanno vissuto questa esperienza.

Ho trovato su wikipedia un breve elenco di libri sull'argomento:
Il mondo, quello vero - Francisco Stork
La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano
Nato in un giorno azzurro - D. Tammet
Guardami negli occhi - John Elder Robinson
I numeri primi sono ciò che rimane una volta eliminati tutti gli schemi: penso che i numeri primi siano come la vita. Sono molto logici ma non si riesce mai a scoprirne le regole, anche se si passa tutto il tempo a pensarci su.
Uscii dalla cella. Mio padre stava in piedi nel corridoio. Sollevò la mano destra e aprì le dita a ventaglio. Alzai la mano sinistra e ripetei il suo gesto, poi ci sfiorammo con la punta delle dita. Facciamo questa cosa perchè ogni tanto mio padre vorrebbe abbracciarmi, ma a me non piace abbracciare le persone, così invece facciamo questa cosa, e significa che lui mi vuole bene.
Di solito le persone mi guardano quando parlano con me. So che stanno cercando di intuire quello che mi passa per la testa, ma sono io invece che non riesco a capire cosa stanno pensando.
Mia madre però fu cremata. [...]Però so che il fumo esce dal camino e si disperde nell'aria e allora qualche volta guardo il cielo e penso che ci siano delle molecole di mia madre lassù, o nelle nuvole sopra l'Africa o l'Antartico, oppure che scendano sotto forma di pioggia nelle foreste pluviali del Brasile, o si trasformino in neve da qualche parte, nel mondo.

mercoledì 26 maggio 2010

Lacrime di cristallo (Le ragazze dell'Olimpo #1)

Autore: Elena Kedros
Anno di pubblicazione: 2008
Editore: Mondadori
Pagine: 248

Iniziato il: 09 maggio 2010
Terminato il: 24 maggio 2010
Valutazione: ★
C'era stato un tempo in cui l'avevano chiamato dio. Lo avevano chiamato Signore della Guerra. Lo avevano chiamato Distruttore di uomini. Il suo nome aveva evocato orrore, sgomento e terrore. Dalla quadriga trainata da cavalli dal respiro infuocato aveva dispensato pianto, dolore e disperazione. Il tradimento era stato il suo valore, la menzogna la sua verità e la violenza la sua gloria. Era stato un dio tra gli dei. Il più temuto, il più inclemente, il più selvaggio.
(incipit)

Io lo sapevo!! Già dalla copertina, quando ho visto le tre ragazzine disegnate in stile Witch ho pensato che molto probabilmente sarebbe stata una scemata spaventosa, ma purtroppo gli sconti sui libri mi annebbiano il cervello e non sono riuscita a resistere, mannaggia a me!

Il vero problema è che ormai, esattamente come esiste la tv spazzatura, il cinema spazzatura e la musica spazzatura, esiste anche la letteratura spazzatura, quella fatta solo ed escusivamente per tirar su un po' di soldi senza badare minimamente a quello che si scrive. Ho letto tantissimi libri per ragazzi nella mia vita, è un genere che adoro, e anche in Italia ci sono e ci sono stati grandiosi scrittori per ragazzi (la Pitzorno, Calvino, Rodari, Collodi per citarne solo quattro ma ce ne sono molti altri) che hanno scritto delle storie magiche e meravigliose che rispettano e stimolano l'intelligenza e la fantasia dei loro lettori. La scrittrice di questo "libro" fa invece parte di quella estesa categoria di persone che credono che i bambini/ragazzi siano dei poveri deficienti ai quali si possono rifilare storie senza capo nè coda, senza coerenza e per le quali non è stato fatto il minimo sforzo, a patto che abbiano elementi di magia o di irrealtà.

L'idea di base è forse l'unica nota positiva, ma il fatto che io abbia una buona idea per un libro non significa che sia in grado di scriverlo. Luce, Sid e Hoon sono tre ragazze che scoprono improvvisamente di essere dee e di avere dei poteri particolari: senza porsi alcuna domanda, senza farsi venire alcun dubbio esistenziale su come diavolo possa essere possibile, le tre ragazze accettano con gioia questa rivelazione e iniziano ad utilizzare i propri poteri per semplificare la vita all'autrice. Ad esempio: Hoon/Atena, dea della saggezza, ha dei misteriosi "click" nel cervello (questa è la favolosa descrizione fatta dall'autrice: dei "click"...vabè, sorvoliamo...) che le permettono di sapere cose che lei in realtà non conosce; e così, viaa!!!, si scatenano le rivelazioni, perchè ogni volta che una delle compagne ha un dubbio del tipo: «Ma chissà come mai siamo arrivate sulla Terra?», lei ha il suo "click" e magicamente realizza che loro sono sulla Terra per il tal motivo...ma ddaiii!!! Oppure Luce/Afrodite risolve qualsiasi impedimento o domanda scomoda di amici e genitori sbattendo le ciglia e ordinando al malcapitato di fare esattamente quello che lei ordina (che nella maggior parte dei casi è: «Non fare domande» - così l'autrice deve inventare meno cose, aggiungo io).

Non so se continuerò a leggere la trilogia: dire che sono indignata è sicuramente esagerato, però garantisco che la bambina che è in me si sente profondamente offesa.

venerdì 21 maggio 2010

Veracruz (Ciclo dei Pirati #2)

Autore: Valerio Evangelisti
Anno di pubblicazione: 2009
Editore: Mondadori
Pagine: 327
Iniziato il: 10 maggio 2010
Terminato il: 20 maggio 2010
Valutazione: ★★★★
Il 17 marzo 1683 Hubert Macary scrutava il mare, in attesa dei vascelli in arrivo. Solo lui e l'amico Francis Levert sapevano che al largo di Roatàn stava per apparire la flotta più imponente che i Fratelli della Costa avessero mai allestito
(incipit)
Due su due, per me, significano successo: Evangelisti mi piace davvero tanto! La sua scrittura è cruda ma estremamente efficace, ti fa vivere in prima persona tutto ciò che racconta e mi è risultato molto difficile smettere di leggere: la curiosità di sapere come sarebbe andata a finire era davvero troppa. Nonostante ciò, questa è stata una delle poche volte in cui non mi sono affezionata a nessun personaggio: magari non sono riuscita ad identificarmi in nessuno oppure i protagonisti erano tutti troppo spietati perchè io potessi provare pena per la loro sorte, fatto sta che posso solo dire di essere rimasta colpita dalle figure del capitano De Grammont e del capitano Lorencillo, entrambi estremamente carismatici ma diversi; cupo uno, amante della buffonaggine l'altro, anche se crudeli nello stesso modo.
Altra figura che non mi ha lasciato affatto indifferente, al contrario del protagonista per il quale non ho mai provato nè disprezzo nè simpatia ma solo la più totale indifferenza (ma non lo considero un aspetto negativo: spesso all'interno di un romanzo sono utili anche i personaggi che sembrano esattamente il contrario), è stata quella di Gabriela Junot Vergara. Ho letto un'intervista Evangelisti nella quale lo scrittore, parlando delle donne del romanzo dice che "ama rappresentare figure femminili all'apparenza convenzionali ma che in realtà non lo sono affatto. In Veracruz sia Gabriela che Claire sembrano stereotipi (la seduzione e la sofferenza), ma entrambe resistono a modo loro al tentativo di sottometterle". Ecco, queste sono le parole perfette per descrivere la sensazione che ho provato arrivata alla conclusione del romanzo.
Sul sito ufficiale di Evangelisti ho trovato una sezione molto interessante di recensioni dei suoi romanzi, tra cui molte anche a proposito di Veracruz. Il link è questo e consiglio davvero di leggerlo perchè è molto interessante: mi ha fatto anche capire come i due romanzi (Veracruz e Tortuga) siano collegati. No, non sono rimbecillita, è che ad essere sincera, Tortuga non me lo ricordavo più e non avevo proprio realizzato!! In ogni caso prima dell'uscita di Carthagena, l'ultimo capitolo, lo rileggerò per rinfrescarmi la memoria (sperando, nel frattempo, di non essermi dimenticata anche Veracruz!! ah ah ah).
...E ora salpiamo, Fratelli della Filibusta!! Yoh, ho!!
Allora andate alle vostre navi, Fratelli della Filibusta! Tempo due settimane si parte. Spargeremo il terrore, la nostra arma più sicura. Faremo tremare la Spagna una volta di più. Lucidate i cannoni, affilate le lame, riparate gli scafi. Prenderemo Veracruz, che nessuno ha mai conquistato prima. Ricambieremo la crudeltà degli spagnoli con altrettanta crudeltà! E, oltre che eroici, saremo ricchi!Smisuratamente ricchi!
(Capitano de Grammont)
Diavolo maiale, anche questo bisognava vedere! De Grammont che mi soffia la preda! Ma porco d'un satanasso!
(splendida imprecazione del capitano Lorencillo)

sabato 15 maggio 2010

Summer Hits Challenge 2010


Mi sono fatta tentare da una nuova sfida...però a mia discolpa devo ammettere che è bellissima! Si chiama Summer Hits Challenge e qui si trova la spiegazione completa della sfida, mentre il blog della sfida è questo. In poche parole le regole sono:

Scegliere 5 canzoni preferite
Abbinare ad ogni canzone un libro nel cui titolo sia presente una parola contenuta nel titolo della canzone
La sfida parte il 15 giugno e si conclude il 15 settembre
Per le canzoni con titolo in inglese si possono scegliere libri italiani
Valgono le riletture

La mia lista è la seguente (modificata per "liberarmi" di una serie di libri in lista d'attesa):

"Mad World" di Michael Andrews & Gary Jules - "Il Mondo di Sofia" di Jostein Gaarder
"The Circle of Life" di Elton John - "The Full Cupboard of Life" di Alexander McCall Smith
"Lady" di Mojo - "In The Company of Cheerful Ladies" di Alexander McCall Smith
"La Isla Bonita" di Madonna - "L'isola del Tempo Perso" di Silvana Gandolfi (RILETTURA)
"The Time of my Life" di Bill Medley & Jennifer Warnes - "The Time Traveller's Wife" di Audrey Niffenegger

martedì 11 maggio 2010

From Paris With Love

Titolo originale:
From Paris with Love
Regista: Pierre Morel
Anno: 2010
Genere: Azione
Cast: John Travolta, Jonathan Rhys Meyer, Kasia Smutniak, Richard Durden
Visto il: 8 maggio 2010
Valutazione: ★★★★
Trama: Il giovane agente dei servizi segreti impiegato presso l'ambasciata americana in Francia, James Reece, ha sempre avuto tutto dalla vita, ma il suo unico desiderio è sempre stato quello di avere un incarico importante. Quando finalmente gli viene assegnata una missione pericolosa, sgominare un'imponente organizzazione criminale che traffica droga a Parigi, si ritrova però a dover collaborare con Charlie Wax, un confusionario agente americano dal grilletto facile. Il tumultuoso Charlie metterà a soqquadro non solo Parigi, tra sparatorie e inseguimenti a tutta velocità lungo i boulevard, ma anche la vita sentimentale di Reece e della sua fidanzata Carolina.
(da movieplayer.it)

"Figata!" è il primo commento che mi è venuto in mente quando hanno iniziato a scorrere i titoli di coda sullo schermo: e pensare che se non fosse stato per un amico che ci ha quasi costretti ad andare mi sarei persa il John Travolta più tamarro del mondo!! Nonostante dopo circa 20 minuti di film avessi già capito che Caroline era una traditrice, mi sono goduta al 100% le sparatorie, gli inseguimenti, le battute e anche le sbruffonate (come la scena di Charlie Wax/John Travolta seduto fuori dal finestrino della macchina in corsa in autostrada con in mano un bazooka o qualcosa del genere...fantastico).

Il protagonista della storia è James/Jonathan Rhys-Meyers (lo stupendo Enrico VIII nella serie TV "I Tudors"), un agente segreto il cui impiego più rischioso, prima di incontrare Wax, era disporre microspie e che non vede l'ora di avere incarichi importanti. Tutto ciò che desidera gli cade inaspettatamente addosso con l'arrivo di Charlie: forse è un po' troppo per James che rimane sconvolto dai metodi poco ortodossi del suo compagno. Belle le scene della sparatoria nella sartoria cinese (mi ha fatto impazzire quando, dopo l'ultima uccisione, Charlie annusa la canna della pistola fumante che prima aveva descritto come "meglio di un sigaro cubano") e quella nel "covo" dei pakistani, quando Wax sale per primo le scale e ad intervalli regolari butta giù morti dalla tromba. Quanto amo le trashate!!

domenica 9 maggio 2010

The Kalahari Typing School for Man (The No. 1 Ladies Detective Agency #4)

Autore: Alexander McCall Smith
Anno di pubblicazione: 2002
Editore: Abacus
Pagine: 210
Iniziato il: 29 aprile 2010
Terminato il: 7 maggio 2010
Valutazione: ★★★★
I must remember, thought Mma Ramotswe, how fortunate I am in this life; at every moment, but especially now, sitting on the verandah of my house in Zebra Drive, and looking up at the high sky of Botswana, so empty that the blue is almost white. Here she was then, Precious Ramotswe, owner of Botswana's only detective agency which by and large had lived up to its initial promise to provide satisfaction for its clients, although some of them, it must be said, could never be satisfied. And here she was too, somewhere in her late thirties, which as far as she was concerned was the very finest age to be; here she was with the house in Zebra Drive and two orphan children, a boy and a girl, bringing life and chatter into the home. These were blessings with which anybody should be content. With these things in one's life, one might well say that nothing more was needed.
(incipit)
Ormai vado come un treno con la saga di Mma Ramotswe e quando finisco un libro non vedo l'ora di passare a quello successivo per sapere cosa succederà. Se "Morality for beautiful girls" era stato leggermente al di sotto delle aspettative, questa nuova avventura si è confermata coinvolgente come le precedenti, probabilmente anche grazie a tutta una serie di eventi che scombussolano la vita di Mma Ramotswe e degli altri personaggi: l'avvenimento sicuramente più sensazionale è la relazione di Mma Makutsi con uno degli allievi della "Kalahari Typing School for Man", la scuola di dattilografia per soli uomini che decide di creare per riuscire a guadagnare un po' di denaro extra. Tutta una serie di indizi disseminati nel testo, però, facevano sospettare che ci fosse qualcosa che non andava e infatti non mi ha stupita più di tanto l'ingresso in scena di una moglie sospettosa del tradimento del proprio uomo che "casualmente" si scopre essere esattamente la stessa persona che ha rubato il cuore della povera Mma Makutsi.
Proprio questo avvenimento mi ha fatto rendere conto di quanto mi sia affezionata ai personaggi creati da McCall Smith: mi davvero dispiaciuto per lei e mi sono chiesta come avrebbe fatto Mma Ramotswe a risolvere la situazione evitando sofferenze a Mma Makutsi. Fortunatamente per lei, ma un po' meno per me, il tutto è stato liquidato molto rapidamente: Mma Makutsi semplicemente si stanca di Mr Selelipeng e coglie la palla al balzo quando lui le racconta di doversi allontanare da Gaborone per lavoro.
Anche un altro spunto molto interessante viene risolto in modo molto rapido, dando proprio l'impressione che McCall Smith volesse chiudere il libro senza troppe difficoltà: la nascita di una nuova agenzia investigativa che si pone in aperto contrasto con The No.1 Ladies' Detective Agency. Il fondatore, Cephas Buthelezi, dichiara di essere un ex poliziotto che ha svolto la sua attività di investigatore a New York e cerca in tutti i modi di mettere in cattiva luce l'agenzia di Mma Ramotswe, spingendo anche sulla superiorità di un uomo rispetto ad una donna nell'attività investigativa. Molti indizi facevano pensare che probabilmente questo Mr Buthelezi fosse solo un'impostore (primo fra tutti il fatto che quando la conversazione cadeva sulla sua esperienza a New York fosse molto evasivo e cercasse di cambiare argomento) e mi sarebbe piaciuto, ad esempio, vedere una bella indagine su di lui condotta dalle due detective che lo costringevano ad ammettere pubblicamente il suo inganno. Ciò che invece accade è semplicemente che un giorno Mr Buthelezi si reca alla Detective Agency e dichiara di voler cambiare mestiere. E se ne va. Punto.
Caro Alexander McCall Smith, io continuerò a leggere le avventure della tua Mma Ramotswe perché mi sta estremamente simpatica, ma un minimo di sforzo in più mi piacerebbe vederlo...

Per una volta, invece, in questo episodio è stato interessante il caso dell'uomo che, trovatosi di fronte alla morte, decide di farsi aiutare da Mma Ramotswe per rintracciare le persone con cui si è comportato male durante la sua vita: anche qui come sempre non ci sono grandi misteri da risolvere, ma è un bello spunto per fare la conoscenza di personaggi molto particolari, come Mma Boko e Mma Tsolamosese.
And she thought, yes, this woman, this daughter of Obed Ramotswe, whom everybody agreed was a good man, would remember things about the old Botswana, about that country that had been - and still was - a beacon of light in Africa, a country of integrity and generosity in both the simple and the big things.

martedì 4 maggio 2010

Sfida delle Letture in Lingua 2010

SFIDA CONCLUSA!!!
Con estremo ritardo (non l'avevo vista) mi sono iscritta alla sfida delle letture in lingua, dato che sono ormai un paio di mesi che leggo in lingua originale. La discussione con le regole si trova qui, mentre i progressi qui.

REGOLE
- La sfida è partita il 1° ottobre 2009 e terminerà il 31 ottobre 2010;
- Il mio obiettivo (rilanciabile ma, con soli 6 mesi di tempo credo resterà questo) è leggere almeno 5 libri in lingua originale. Il minimo di libri leggibile è 5;
- Valgono tutte le lingue;
- Valgono i libretti scolastici di letture semplificate;
- Valgono libri inseriti in altre sfide;
- Valgono i libri con testo a fronte, a patto che si legga la parte in lingua

LIBRI VALIDI

lunedì 3 maggio 2010

Iron Man 2

Titolo originale: Iron Man 2
Regista: Jon Favreau
Anno: 2010
Genere: Azione
Cast: Robert Downey Jr., Don Cheadle, Gwyneth Paltrow, Mickey Rourke, Scarlett Johansson, Samuel L. Jackson
Visto il: 2 maggio 2010
Valutazione: ★★★
Trama: Ora che il mondo sa che Iron Man altri non è che l'industriale miliardario Tony Stark (Robert Downey Jr.), questi cerca di perfezionare il costume di Iron Man, rilanciando la stravagante Fiera Mondiale Stark Expo, organizzata da suo padre, che presenta una serie di innovazioni tecnologiche rivolte al bene dell'umanità. Mentre il governo statunitense insiste affinché Tony consegni la rivoluzionaria arma ai militari, Ivan Vanko (Mickey Rourke), un oscuro personaggio legato al passato della famiglia Stark, si fa avanti per distruggere Tony con una nuova arma devastante, ispirata alla tecnologia Stark. Contrastato da tutti e tormentato dai demoni interiori, Tony dovrà fare appello a tutti i suoi alleati – vecchi e nuovi – per poter affrontare le forze che minacciano di distruggere l'umanità intera.

Non avendo visto il primo non avevo ben chiari alcuni passaggi del film però devo dire che non mi ha eccessivamente entusiasmata: probabilmente sono l'unica persona al mondo alla quale non piace Robert Downey Jr. nel ruolo di supereroe mascherato e anche la storia, per quanto sia indubbiamente meglio di tutti gli Spiderman (ma cosa non è meglio di Spiderman?), non mi ha colpita più di tanto. Non c'è storia: il più super dei supereroi, nella mia classifica, resta sempre e comunque Batman, sia come personaggio fumettoso, sia nelle rivisitazioni cinematografiche, "Il cavaliere oscuro" sopra a tutte, forse anche grazie al Joker più inquietante e realistico.

Non c'è un personaggio che mi abbia particolarmente colpita: forse Scarlett Johansson per l'assoluta inutilità (eh, eh...che cattiva, però secondo me la storia poteva filare perfettamente anche senza la sua tutina aderente) anche se Mickey Rourke nel ruolo del cattivone ubriaco e tatuato non mi è dispiaciuto.

Sicuramente belli gli effetti speciali (che a me piacciono tanto) e il ritmo del film che non mi ha annoiata per niente. Non mi sentirei comunque di dargli più di tre stelline.
«Ho privatizzato la pace con successo!»
(Tony Stark)

venerdì 30 aprile 2010

Morality for Beautiful Girls (The No. 1 Ladies Detective Agency #3)

Autore: Alexander McCall Smith
Anno di pubblicazione: 2001
Editore: Abacus
Pagine: 256

Iniziato il: 21 aprile 2010
Terminato il: 28 aprile 2010
Valutazione: ★★★★
Mma Ramotswe, the daughter of the late Obed Ramotswe of Mochudi, near Gaborone, Botswana, Africa, was the announced fiancee of Mr J.L.B. Matekoni, son of the late Pumphamilitse Matekoni, of Tlokweng, peasant farmer and latterly chief caretaker of the Railway Head Office. It was a fine match, everybody thought; she, the founder and owner of The No. 1 Ladies' Detective Agency, Botswana's only detective agency for the concerns of both ladies and others; he, the proprietor of Tlokweng Road Speedy Motors, and by general repute one of the finest mechanics in Botswana. It was always a good thing, people said, to have indipendent interests in a marriage. Traditional marriages, in which the man made all the decisions and controlled most of the household assets, were all very well for women who wanted to spend their time cooking and looking after childre, bit times had changed, and for educated women who wanted to make something in their liver, it was undoubtedly better for both spouses to have something to do.
(incipit)

Eccoci qui con il terzo capitolo della saga di Mma Ramotswe: ritroviamo la coppia di promessi sposi nella stessa situazione in cui li avevamo lasciati, ovvero alle prese con i due bambini adottivi e senza una data precisa per il matrimonio. La novità è che l'agenzia investigativa è al collasso economico e Mma Ramotswe è costretta ad accettare una soluzione di emergenza: trasferire l'agenzia in una parte dell'officina di Mr JLB Matekoni e assegnare alla sua segretaria Mma Makutsi anche le mansioni di segretariato nell'officina. Quando sembra che la situazione si sia minimamente riassestata compare un nuovo problema: Mr JLB Matekoni diventa improvvistamente svogliato, perde interesse nella sua officina e non si reca mai al lavoro passando le sue giornate in casa su una poltrona a fissare nel vuoto. Mma Ramotswe è molto preoccupata e quando si rivolge ad un medico scopre che il problema di Mr JLB Matekoni è la depressione.

Siccome Mma Ramotswe non è in grado di occuparsi contemporaneamente dell'officina e dell'agenzia decide di affidarsi completamente alle capacità di Mma Makutsi: mentre lei si reca per alcuni giorni a casa di un importante uomo di stato per indagare sul possibile tentativo della cognata di avvelenare il fratello, la segretaria assume il ruolo di Assistente Dirigente e prende in mano le redini dell'officina operando una vera e propria rivoluzione, a partire dai due assistenti che diventano improvvisamente bravi e veloci. Ma Mma Makutsi non si occupa solo dell'officina, riuscendo anche ad ottenere una ricompensa di 2000 pula per aver risolto un caso indagando su un concorso di bellezza. Nel frattempo Mr JLB Matekoni viene ospitato all'orfanotrofio e accudito da Mma Potokwane, la direttrice, in modo da poter curare efficacemente la sua depressione.

Questo episodio è stato leggermente meno entusiasmante dei precedenti, probabilmente perchè ero molto curiosa di vedere come si sarebbe evoluta la situazione dopo l'adozione dei due bambini, mentre McCall Smith ha interrotto il procedere della storia personale della famiglia concentrandosi maggiormente sulle due attività lavorative e soprattutto sulla figura di Mma Makutsi che è davvero una grande e degnissima assistente di Mma Ramotswe. Mi ha lasciata un po' perplessa il fatto che non sia stata per niente conclusa la storia del bambino con l'odore di leone con cui per di più iniziava il racconto: viene presentata la situazione ma Mma Ramotswe è troppo presa dalla sua vita familiare e dal caso dell'uomo del Governo per potergli prestare la dovuta attenzione, così il tutto viene liquidato con un semplice "probabilmente è uno di quei rarissimi casi in cui un bambino è stato allevato da un animale, in questi casi è meglio non farsi domande perchè non servrebbe, e accettare la situazione così com'è". Ma come??? Magari non ho capito bene io, in questo caso se qualcuno l'ha letto me lo faccia sapere, però mi sembrava abbastanza chiaro.

E adesso, sotto con "The Kalahari Typing School for Men"...

mercoledì 28 aprile 2010

Tears of the Giraffe (The No.1 Ladies' Detective Agency #2)

Autore: Alexander McCall Smith
Anno di pubblicazione: 2003
Editore: Abacus
Pagine: 256

Iniziato il: 18 aprile 2010
Terminato il: 20 aprile 2010
Valutazione: ★★★★
Trama: Following on from the brilliant The No.1 Ladies' Detective Agency, Tears of the Giraffe charts the further adventures of Precious Ramotswe, Botswana's only - and finest - female private detective.
It's going to take all her intuition and eminent sensibility for Precious to crack her hardest case yet: the decade-old disappearance of an American on the edge of the Kalahari. And if that wasn't enough, there are plenty of matters closer to home to concern her: her highly talented secretary, Mma Makutsi, eager to be promoted to detective; the unscrupulous maid of her husband-to-be, the wonderful Mr J.L.B. Matekoni; and the sudden - and unexpected - increase in her family by not one, but two.
Sono tornata da quella che si conferma la mia detective preferita: Precious Ramotswe. In questa nuova avventura troviamo Mma Ramotswe alle soglie del fidanzamento con il meccanico JLB Matekoni che aveva accettato di sposare nel primo episodio, dopo aver rifiutato una prima volta. Mentre Mma Ramotswe è alle prese con il complicato caso di un ragazzo americano scomparso e con il desiderio della sua segretaria di diventare anche lei una detective, Mr. JLB Matekoni si ritrova a fare la prima scelta all'insaputa della futura moglie. Non è una scelta banale, ma cambierà il corso di entrambe le loro vite, in quanto il meccanico acconsente ad adottare due fratellini dell'orfanotrofio: Motholeli, una bambina costretta sulla sedia a rotelle, e Puso. Nonostante la sorpresa, però, Precious acconsente ad accogliere i due bambini nella loro famiglia e mette a loro disposizione due stanze della sua graziosa casa in Zebra Drive, dove dopo il matrimonio si trasferirà anche JLB Matekoni.
Siccome non vedo l'ora di vedere come andrà avanti la storia ho già iniziato a leggere il libro successivo, "Morality for Beautuful Girls", tradotto in italiano "Morale e Belle Ragazze" (o almeno mi pare): mi sono incredibilmente affezionata a tutti i personaggi, e sono soprattutto curiosa di vedere come sarà la vita familiare con i due bambini. Entrambi sembrano molto educati e tranquilli, ma mentre Motholeli ha già dimostrato una grande passione per i motori e per il lavoro del padre adottivo, per il momento Puso non ha ancora rivelato le sue caratteristiche e particolarità: è un bambino molto chiuso e credo che riserverà delle sorprese. Le indagini di Precious sono sempre molto "all'acqua di rose" e questo mi piace moltissimo, perchè mi dà proprio l'impressione che siano solamente uno spunto per far emergere il suo carattere e la sua personalità, che sono molto forti e dominano tutto il romanzo. In realtà ciò che mi affascina è che attraverso le vicende dei vari personaggi, mi sto avvicinando ad un paese che, se è come viene raccontato, è estremamente affascinante...mi sa che dovrò prendere in considerazione un bel viaggio in Botswana.
Sometimes she thought that the people overseas had no room in their heart for Africa, because nobody had ever told them that African people were just the same as they were.

lunedì 26 aprile 2010

Weekend di cinema

Questo weekend ci siamo davvero scatenati e, in un guizzo di follia, abbiamo recuperato tutto il cinema perso nell'ultimo periodo: due giorni di fila capita solo ai pazzi e infatti ce ne vergogniamo molto.
In realtà il secondo non era previsto: la domenica siamo saliti in macchina con l'intento di vedere "Scontro tra Titani" in 3D ma purtroppo erano rimaste solo le prime quattro file e col piffero che mi vedo un film così in quarta fila! Così abbiamo optato per "E' complicato" che rientrava già nell'elenco di film che ci sarebbe piaciuto vedere.

Entrambi i film mi sono piaciuti, ovviamente sono due generi completamente diversi!! "Green Zone" è un film d'azione ambientato durante la guerra in Iraq: Matt Demon è Roy Miller, un soldato delle forze speciali con il compito di trovare le famose armi di distruzione di massa che dovevano trovarsi nascoste nel paese. Dopo che ogni missione nei luoghi individuati dall'intelligence si conclude con un nulla di fatto, Miller inizia a nutrire forti dubbi sull'esistenza di queste armi e comincia ad indagare sulle fonti dell'intelligence aiutato dal capo dell'ufficio della CIA a Baghdad, Martin Brown.

"E' complicato", invece, è una commedia romantica che ha come protagonista Maryl Streep nei panni di Jane, donna divorziata, che improvvisamente riprende la relazione con il suo ex marito (Alec Baldwin) risposatosi con una ragazza giovane e affascinante e diventando così la sua amante. Nel frattempo, nella sua vita entra Alan (Steve Martin), l'architetto incaricato di ampliare la sua già gigantesca e favolosa villona a Santa Barbara, che si innamora di lei. Fantastica la scena dello spinello e le uscite di Baldwin. Lei la amo!

lunedì 19 aprile 2010

The Forgotten Garden

Autore: Kate Morton
Anno di pubblicazione: 2008
Editore: Pan Books
Pagine: 645

Iniziato il: 30 marzo 2010
Terminato il: 18 aprile 2010
Valutazione: ★★★★★
A lost child: On the eve of the First World War, a little girl is found abandoned on a ship to Australia. A mysterious woman called the Authoress had promised to look after her - but has disappeared without a trace.
A terrible secret: On the night of her twenty-first birthday, Nell Andrews learns a secret that will change her life forever. Decades later, she embarks upon a search for the truth that leads her to the windswept Cornish coast and the strange and beautiful Blackhurst Manor, once owned by the aristocratic Mountrachet family.
A mysterious inheritance: On Nell's death, her granddaughter, Cassandra, comes into an unexpected inheritance. Cliff Cottage and its forgotten garden are notorious amongst the Cornish locals for the secrets they hold - secrets about the doomed Mountrachet family and their ward Eliza Makepeace, a writer of dark Victorian fairytales. It is here that Cassandra will finally uncover the truth about the family, and solve the century-old mystery of a little girl lost.

Ho iniziato a leggere questo libro con grandissime aspettative: lo paragonavano a "La Tredicesima Storia" di Diane Setterfield, libro che mi ha letteralmente stregata e ho pensato che non potevo assolutamente perdermelo. Ieri sera ho girato l'ultima pagina e mi sono sentita terribilmente triste: non avrei più letto di Nell, di Cassandra, ma soprattutto di Eliza! Una bellissima storia, il paragone con il libro della Setterfield è perfettamente azzeccato. Purtroppo non è ancora stato tradotto in italiano, anche se ci sono buone probabilità, dato che di un'altro libro di Kate Morton esiste invece una traduzione.

La protagonista della storia è Nell, che il giorno del suo 21esimo compleanno scopre che quella che ha sempre considerato la sua famiglia l'ha in realtà adottata quando a soli 4 anni è stata trovata da sola sul molo del porto di Maryborough, in Australia. Molti anni dopo questa scoperta, alla morte del padre Nell rientra in possesso dell'unico oggetto che aveva con sé durante il viaggio: una valigia contenente dei vestiti, pochi soldi e un libro di fiabe. E' proprio da questo libro che inizia il viaggio che porterà Nell in Cornovaglia alla ricerca delle sue origini, e dopo la sua morte, anche la nipote Cassandra, che riuscirà finalmente a svelare il mistero delle origini della nonna riportando alla luce i segreti della famiglia Mountrachet.

L'aspetto che più mi ha entusiasmata del libro è stato il fatto che non è assolutamente prevedibile, probabilmente anche grazie al continuo cambio di punti di vista tra le varie epoche: si viaggia infatti tra il punto di vista di Eliza/Rose/Adeline/Nathaniel agli inizi del 1900, quello di Nell intorno al 1970 e quello di Cassandra nel 2005. Questo permette all'autrice di lasciare aperte moltissime piste di interpretazione che girano intorno alla vera soluzione del mistero, il quale si riesce a ricostruire però solo alla fine...e lascia davvero di stucco!!

Il personaggio a cui mi sono particolarmente affezionata è la povera Eliza, che soffre per tutta la vita nonostante le dovrebbe spettare tutt'altro. La più odiosa è ovviamente quella vipera di Adeline Mountrachet la quale purtroppo non ha quello che si meriterebbe: l'essere svergognata davanti a tutti per le sue malefatte, commesse proprio per far si che tutti vedessero solo l'apparenza sfolgorante della sua famiglia e non ciò che in realtà si nascondeva dietro.

A girl expecting rescue never learns to save herself. Even with the means, she will find her courage wanting.
She always hid when she read ... it was as if she couldn't shake the guilty suspicion that she was being lazy, that surrendering herself so completely to something so enjoyable must surely be wrong. But surrender she did. Let herself drop through the rabbit hole and into a tale of magic and mystery ...