martedì 14 giugno 2011

Il Discorso del Re

Titolo originale: The King's Speech
Regista: Tom Hooper
Anno: 2011
Genere: Drammatico
Cast: Colin Firth (Re Giorgio VI), Guy Pearce (Re Edoardo VIII), Helena Bonham Carter (Regina Elisabetta), Timothy Spall (Winston Churchill), Geoffrey Rush (Lionel Logue)

Visto il: 01 giugno 2011
Valutazione: ★★★★★

Trama: Dopo la morte di suo padre Re Giorgio V (Michael Gambon) e l'abdicazione di suo fratello Edoardo VIII (Guy Pearce), Bertie (Colin Firth), che soffre da tutta la vita di una forma debilitante di balbuzie, viene incoronato Re Giorgio VI d'Inghilterra. Con il suo paese sull'orlo della II Guerra Mondiale e disperatamente bisognoso di un leader, sua moglie, Elisabetta (Helena Bonham Carter), la futura Regina Madre, organizza al marito un incontro con l'eccentrico logopedista Lionel Logue (Geoffrey Rush). Dopo un inizio burrascoso, i due si mettono alla ricerca di un tipo di trattamento non ortodosso, finendo col creare un legame indissolubile.


Avevo sentito parlare tanto di questo film, e il fatto che tutti dicessero che fosse così bello, così profondo... non lo so, mi faceva sospettare un tremendo mattore. Incoraggiata però dalla presenza di Colin Firth e Geoffrey Rush mi sono detta: "ma si, vediamolo, al massimo se mi annoio spengo..". Dopo due ore di film che mi sono sembrate mezza per quanto mi è volato, ho capito perchè abbia ricevuto così tante nomination e abbia vinto i meritatissimi Oscar come miglior film e miglior attore protagonista. Re Giorgio VI, la Regina Elisabetta e Lionel Logue sono così immensamente e profondamente umani, con i loro pregi ed i loro difetti, che non possono non catturare l'affetto dello spettatore, il quale si identifica nelle debolezze, nelle paure, ma anche nel coraggio e nella forza dimostrate da tutti e tre. Io credo che anche Rush e la Bonham Carter si sarebbero meritati l'Oscar come migliori attori non protagonisti, perchè senza la loro incredibile bravura, se Colin Firth fosse stato lasciato solo a sostenere tutto il peso del ruolo, sicuramente non sarebbe uscita quell'opera emozionante ed intensa che invece è emersa. Mentre guardavo il film, più volte ho pensato ad un concerto, in cui tutti gli strumenti sono perfettamente accordati e collaborano l'uno con l'altro per la creazione della melodia perfetta. Davvero un'opera intelligente, bilanciata, in cui tutti dicono e fanno la cosa giusta al momento giusto, l'ambientazione è perfetta e le inquadrature sono favolose. Anche i sentimenti suscitati sono perfettamente dosati e il film è intenso ma non fa piangere, è ironico ma non fa sbellicare dalle risate. Insomma, perfetto.

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