giovedì 27 agosto 2015

Recensione: "Alta fedeltà"

(High Fidelity)
di Nick Hornby

Formato: Paperback, 253 pagine
Editore: Guanda, 1996
Genere: Narrativa varia
Data prima pubblicazione: 1995
Lettura n.: 38/2015
Preso da: Biblioteca


Voto: 5/10

Ecco, per stilare una classifica, le cinque più memorabili fregature di tutti i tempi, in ordine cronologico:
1) Alison Ashworth
2) Penny Hardwick
3) Jackie Allen
4) Charlie Nicholson
5) Sarah Kendrew
Ecco quelle che mi hanno ferito davvero. Ci vedi forse il tuo nome lì in mezzo, Laura? Ammetto che rientreresti tra le prime dieci, ma no c'è spazio per te tra le prime cinque; sono posti destinati a quel genere di umiliazioni e di strazi che tu semplicemente non sei in grado di appioppare. Questo forse suona più cattivo di quanto vorrei, ma il fatto è che noi siamo troppo cresciuti per rovinarci la vita a vicenda, e questo è un bene, non un male, per cui se non sei in classifica, non prenderla sul piano personale. Quei tempi sono passati, e che liberazione, cazzo; l'infelicità significava davvero qualcosa, allora. Adesso è solo una seccatura, un pò come avere il raffreddore o essere al verde. Se volevi veramente incasinarmi, dovevi arrivare prima.
incipit
Commento
La prossima volta sparatemi. Davvero, la prossima volta che mi lascio sfuggire l'intenzione di leggere un libro di Hornby qualcuno venga qui e mi leghi tipo Ulisse con le sirene finché non è passato il pericolo.

Ogni volta è la stessa storia: parto con la speranza che questa volta sia diverso e invece ci sono sempre i soliti cliché: protagonista maschile menefreghista che non vuole prendersi responsabilità, co-protagonista femminile depressa ma che raccoglie le simpatie del lettore, citazioni musicali a manetta (forse l'unica nota positiva)... che noia, ne leggi uno e li hai letti tutti! Nel caso di questo libro poi, questi cliché sono alla massima potenza e per di più non c'è nemmeno la co-protagonista femminile che permette di salvare un minimo la storia. Qui c'è solo un protagonista insipido, irrealistico (io di ragazzi/uomini così rimbecilliti non ne ho mai conosciuti), paranoico, finto, senza un minimo di carattere... come si fa ad amare un personaggio così? Non può essere nemmeno definito un perdente ma uno a cui la vita scivola addosso, uno che non lascia traccia. Ed è tremendamente irritante, lo definirei una Becky Blomwood al maschile: la quintessenza di tutti gli stereotipi maschili.

Ciò che ho apprezzato (ma non contribuisce minimamente ad aumentare il mio gradimento del libro) è l'atmosfera anni '90 e l'ambiente musicale in cui Hornby immerge tutti i suoi romanzi: tante citazioni, tante canzoni che non conoscevo e che ho scoperto ma sono comunque arrivata alla fine del romanzo rendendomi conto che non ha lasciato assolutamente nulla...


Lettura: 26 luglio - 03 agosto 2015
Ambientazione: Londra/Inghilterra

8 commenti:

  1. Avevi sicuramente la luna storta quando lo hai letto. Il libro è molto bello e scritto magistralmente, ogni personaggio ha una sua anima e te in questo straccio di recensione non lo hai manco scritto. La storia d'amore di questa coppia ha un crescendo, e man mano che la storia si svolge, lui comprende il suo vero amore per la sua Giulietta e capisce che la ama come non mai.

    Uccidere gratuitamente un libro che ha fatto sognare molta gente, mi sembra un po' azzardato.
    Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non concordare con il parere di "Molta Gente" (noto critico letterario di grande affidabilità, visto che notoriamente apprezza solo opere di un certo spessore - e se guardi la classifica dei libri più venduti salta subito all'occhio) non credo che equivalga ad uccidere gratuitamente un libro... In ogni caso un uomo che mentre bacia una donna immagina la scena dall'esterno e cerca di impostare il momento, la posizione e le parole come se fosse in un film (tanto per citare una delle varie trovate) per me non è un'icona o uno che fa sognare ma è ridicolo e irritante... e io purtroppo i personaggi irritanti fatti passare per simpatici non li tollero.

      Elimina
    2. Ci sarebbe anche da discutere sullo "scritto magistralmente".. scorrevole va bene, che mantiene alto il ritmo e l'attenzione del lettore anche, ma come esempio di scrittura magistrale proprio non penserei a quella di Nick Hornby...

      Elimina
  2. beh... si potrebbe prendere sul serio l'inizio del commento "tout-curt": spararti e basta!
    Vedi tu...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Proprio non mi spiego perchè si debbano prendere sul personale commenti negativi su un libro che si è apprezzato, come se criticando il libro venisse offeso il lettore a cui è piaciuto... boh...

      Elimina
  3. Risposte
    1. Ah, chiarisco subito: non mi sento offesa dalla tua recensione. E' un parere che rispetto anche se non condivido :)

      Elimina
    2. Figurati! Mi sembra un atteggiamento normale, sai quanti libri che a me sono piaciuti sono stati demoliti da altri anche in termini molto meno calmi di quelli che ho usato io (vedi tutti quelli di Dan Brown per esempio) ma figuriamoci se mi offendo!

      A parte questo, so che tantissime persone hanno amato questo romanzo e infatti sono partita con tutte le buone intenzioni del mondo, ero pronta a ricredermi sull'autore e invece ti dirò che addirittura mi è piaciuto meno degli altri! Credo che non faccia proprio per me! ;)

      Elimina