martedì 29 dicembre 2015

Recensione: "Miracolo in una notte d'inverno"

Finita una festa ci si avvicina ad un'altra, io però con la testa sono ancora in clima natalizio e passo le mie giornate a canticchiare canzoni di Natale... proprio non riesco ad arrendermi al fatto che ormai sia passato e bisognerà aspettare un altro anno! Anche qui sul blog ormai i post a tema natalizio sono praticamente esauriti ma c'è ancora una recensione da mostrarvi e che in un certo senso si adatta perfettamente alla nostalgia del Natale appena trascorso:

(Joulutarina )
di Marko Leino

Formato: Ebook, 268 pagine
Editore: Feltrinelli, 2012
Genere: Narrativa varia, Per ragazzi
Data prima pubblicazione: 2007
Lettura n.: 53/2015
Preso da: Kobo store


Voto: 7/10

Era una caldissima giornata di fine estate, il cielo era terso e le onde si muovevano pigre nel mare del Golfo di Botnia. Due bambini in costume, abbronzati dal sole, erano fermi sul ciglio della roccia, in piedi uno accanto all'altro, proprio nel punto in cui la scogliera si tuffava a capofitto nell'acqua verde e trasparente.
incipit
✎ Commento
Ho letto questo romanzo grazie al gdl organizzato dal blog Café Littéraire Da Muriomu ed è stata una bellissima esperienza, forse il gruppo di lettura più coinvolgente ed entusiasmante a cui abbia mai partecipato, tanto che non vedo l'ora di una nuova edizione.

Il libro racconta la storia di Nikolas, un bambino che vive nel paese di Korvajocki in Finlandia e che in una gelida notte d'inverno a soli cinque anni perde la mamma, il papà e la sorellina di pochi mesi. Già l'inizio basterebbe a far piangere tutte le lacrime del mondo ma non è finita qui perché da quel momento per Nikolas comincia una vita fatta di conquiste e di perdite, di amore e di dolore che lo porterà a diventare quel personaggio magico e mitico che noi conosciamo con il nome di Babbo Natale.

Le mie sensazioni verso questo romanzo sono state ambigue ma mi hanno portato a dividere il libro in due parti: per tutta la prima parte ho fatto davvero fatica a sentirmi coinvolta nella storia. Ho trovato una fortissima incongruenza tra il bambino Nikolas e i pensieri e le parole che gli sono state attribuite dall'autore e questo ha influenzato in maniera molto negativa la mia lettura perché la verosimiglianza è per me un aspetto fondamentale in un romanzo, è qualcosa che mi fa tralasciare tutto il resto: stile, caratterizzazione dei personaggi, trama... tutto va a monte nella mia lettura quando manca la verosimiglianza. In questo senso i ragionamenti di Nikolas - principalmente la sua razionalizzazione della morte della sua famiglia e del suo futuro, che a mio parere non è assolutamente credibile nella testa di un bambino di cinque anni nei termini in cui l'autore ce la presenta - mi hanno talmente infastidito da impedirmi di farmi coinvolgere dalla storia come avrei voluto e come è invece accaduto nella seconda parte, quando troviamo un Nikolas ormai adulto che conduce la sua vita solitaria tra la neve e i suoi giocattoli.

Sono costretta ad ammettere comunque che purtroppo il personaggio di Nikolas presentato in questo romanzo non mi è stato particolarmente simpatico, ho trovato che avesse per la maggior parte del tempo un atteggiamento piuttosto passivo nei confronti della vita - per quanto sicuramente comprensibile, visto tutte le perdite e i dolori che ha dovuto sopportare - mentre mi sono sempre immaginata il futuro Babbo Natale come una persona sicuramente buona ma anche più forte psicologicamente. In ogni caso quello che mi è piaciuto moltissimo del romanzo, e il motivo principale per cui ho deciso di dargli un sette, è l'umanità di questo personaggio, che raramente ci viene raccontata in modo così efficace nei vari romanzi/film che ne parlano: Babbo Natale è sempre il pacioccone rubicondo che non fa altro che ridacchiare con il suo "Oh-oh-oh", mentre in "Miracolo in una notte d'inverno" è un personaggio complesso, che ha paura, che sbaglia, che si fa quasi sconfiggere dalla solitudine, che è tentato di mollare tutto e di abbandonare per sempre questo mondo che sembra dargli solo dei dolori.

Altro aspetto che ho molto apprezzato è stato come l'autore ha integrato l'elemento magico nella storia: in Babbo Natale la magia c'è, perché come è possibile che quest'uomo viva per sempre, voli su una slitta trainata da renne e sia in grado di distribuire doni a tutti i bambini del mondo in una sola notte? Marko Leino non ha voluto strafare in questo aspetto: non ha né buttato lì eventi spettacolari, né al contrario cercato di razionalizzare tutto spiegando Babbo Natale escludendo la magia. E' riuscito per tutta la storia a disseminare piccoli eventi inspiegabili ed in modo molto discreto ci ha accompagnato verso la conclusione del suo romanzo che arriva in modo estremamente naturale e senza forzature.

♥ Questo libro fa per voi se... volete essere avvolti dallo spirito del Natale con una storia dolce ma molto triste che però mostra Babbo Natale sotto una luce diversa.


Periodo di lettura: 02 - 24 dicembre 2015
Ambientazione: Korvajoki/Finlandia
Opere derivate: Miracolo in una notte d'inverno (film 2007)

2 commenti:

  1. Concordo con te Simo, sull'ultima parte della recensione, una magia che c'è esiste ma non è palesata in maniera evidente, è ciò che rende la storia più "credibile" ;)

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  2. Innanzitutto grazie a te per aver partecipato!
    Io invece ho adorato Nikolas dal primo istante, ho sempre tifato per lui e sperato in un barlume di felicità. Come te però ho apprezzato questo ritratto inedito di Babbo Natale, e anche i retroscena magici appena accennati.

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