giovedì 31 dicembre 2015

Libri in arrivo: "Hyperversum Next" di Cecilia Randall

Torna il mondo di Hyperversum, una trilogia di successo che ha venduto 180.000 copie.

Chiudiamo questo 2015 con il pensiero rivolto al 2016 e ai libri che ci porterà: l'ultima segnalazione (almeno credo) delle uscite di gennaio riguarda la saga di Hyperversum, che dal 13 gennaio si arricchirà di un nuovo volume. Io non ho ancora letto questa trilogia ma ne possiedo da anni tutti i romanzi (tra l'altro in due formati diversi, che nervi!) e continuo a cercare una buona scusa per iniziarla... direi che l'uscita del quarto volume potrebbe essere quella giusta!!

Phoenix, Arizona, futuro prossimo. Alexandra, furiosa perché l'ennesimo brutto voto in fisica la costringe sui libri, rinunciando al primo agognato appuntamento con Brad, si aggira come un animale in gabbia nella biblioteca del padre Daniel, fino a che un antico volume miniato non attrae la sua attenzione. Non l'ha mai visto, come fosse un segreto attentamente custodito. All'interno, un enigmatico biglietto e una password. Alex accende il computer del padre e scopre un'antiquata versione di un video-gioco di culto: Hyperversum, celebre per la veridicità con cui sa ricreare l'ambientazione medievale. La tentazione è forte. Alex avvia il gioco e si crea un avatar. Clois, Francia nord-occidentale, XIII secolo: Alex si aggira nel cuore di un animato villaggio, ammirando stupita la ricostruzione in dettaglio di botteghe, vicoli e personaggi, ma presto il gioco si trasforma in un incubo. Il medioevo 3D ricreato da Hyperversum si fa vero e tangibile e Alex non sa come tornare nel proprio tempo. Presto scoprirà di essere in pericolo di vita, giovane donna che deve imparare a muoversi in mezzo a intrighi e scontri all'arma bianca, ma anche a gestire il proprio rapporto con Marc, figlio inquieto e affascinante del Falco del Re.

La trilogia di Cecilia Randall (nome d'arte di Cecilia Randazzo) è composta dai seguenti romanzi:
1. Hyperversum
2. Hyperversum. Il cavaliere del tempo
3. Hyperversum. Il falco e il leone


HYPERVERSUM NEXT di Cecilia Randall
Giunti, pp.432
€ 16.00 (cartaceo) | € 9.99 (ebook)

in libreria dal 13/01/2016

Libri in arrivo: "I frutti del vento" di Tracy Chevalier

Una natura selvaggia, la lotta contro le avversità e l’ingegno delle donne e degli uomini che hanno fatto la storia dell’America nel nuovo grande romanzo di Tracy Chevalier.

Vabè, abbiamo ormai capito che gennaio sarà in mese che segnerà la mia bancarotta, quindi tanto vale che segnali senza commentare troppo. Ebbene si, accompagnato da questa copertina stupenda come dalla miglior tradizione Neri Pozza arriva il nuovo romanzo di Tracy Chevalier, autrice che ho odiato per quella ciofeca di "La dama e l'unicorno" ma che ho amato per "Strane creature". Chissà questo romanzo a quale dei suoi predecessori si avvicinerà di più?

A fine Ottocento, nella tenuta agricola di famiglia in Connecticut, James e Sadie non se la passano bene. Le mele dolci da vendere al mercato e quelle asprigne da cui ricavare il sidro sono molte, ma mai abbastanza per sfamare tutti i loro dieci figli, e i figli dei fratelli e dei cugini. Seppure a malincuore, perciò, James e Sadie decidono di accettare la proposta del governo, che promette terre in abbondanza a chiunque sia disposto ad andare a coltivarle all’Ovest, e si trasferiscono a Blackmore, in Ohio. Come tanti altri «settlers» (così venivano chiamati gli agricoltori migratori), la coppia confida in una vita più dignitosa, ma ad aspettarli trova nuove difficoltà: campi sterminati, un lavoro frustrante e solitario, e una misteriosa febbre gialla che ogni estate si porta via qualche figlio. 
Quando ormai Sadie si è trasformata in una donna irascibile e dipendente dal sidro, James non sa più che fare e la famiglia si sfascia. Il figlio Robert gira il mondo e, dopo mille peregrinazioni, finisce in California, dove conosce un uomo che esporta sequoie in Inghilterra e una donna di nome Molly. In Ohio, la sorella Martha, stufa di essere vessata dai vicini e da tutti gli uomini che ha incontrato nell’arco della propria vita, scopre di essere incinta e lascia casa alla ricerca del fratello. Si ritroveranno tutti in California, in quello che un giorno diventerà il celebre «Sequoia National Park». Per Rob, tuttavia, il viaggio non è finito: porterà cinquanta piantine di sequoia in Inghilterra e cercherà fortuna nel vecchio continente. 

Dall’autrice del bestseller mondiale La ragazza con l’orecchino di perla un romanzo appassionante, duro e commovente su una famiglia di agricoltori alle prese con le avversità della vita. Con il suo solito, enorme talento nel raccontare storie complesse con estrema semplicità e delicatezza, Tracy Chevalier si mette sulle orme di coloro che costruirono l’America con il sudore della fronte, senza mai smettere di credere nell’amore e in un futuro migliore.


I FRUTTI DEL VENTO di Tracy Chevalier
Neri Pozza, pp.320
€ 17.00 (cartaceo)

in libreria dal 26/01/2016

mercoledì 30 dicembre 2015

Un anno in un post: 2015


Ed eccoci qui, alla fine, a -1 dal nuovo anno. Come è stato il vostro 2015? Dal punto di vista personale è stato davvero molto pesante e stancante, con tanta fatica e poche soddisfazioni che spero di riuscire a raccogliere in questo 2016 su cui ripongo tante speranze. Dal punto di vista delle letture è stato invece un anno eccezionale: ho letto tanti bei libri e ho avuto ben poche delusioni! Ma adesso vi lascio alle varie categorie:

STATISTICHE

Libri letti: Quest'anno ho letto 54 libri, superando di 4 il mio obiettivo della Goodreads Reading Challenge e tenendo una media di 4,5 libri al mese: avrei potuto fare meglio se non avessi trascorso i mesi di ottobre e novembre senza leggere nulla, ma va bene così perché avevo bisogno di una pausa.

Numero di pagine lette: Ovvero il valore che conta di più perché se leggo cento libri da 20 pagine l'uno non è che ci sia molto da vantarsi! ^_^ Il mio totale ufficiale è di 14.337

Abbandonati: Due, ma che intendo riprendere perché li ho semplicemente iniziati nel momento sbagliato. Si tratta di "Il cardellino" di Donna Tartt e "I fratelli Karamazov" di Fedor Dostoevskij.

Generi: Il 2015 è stato sicuramente l'anno dei fumetti/graphic novel. Ne ho letti ben 8, quando la mia media normale è... beh, zero. I classici li ho proprio bistrattati, solo 6 ma al fantasy è andata peggio perché ne ho letti solo 3. Ho aumentato invece la mia quota di polizieschi/thriller perché ne ho letti ben 4. Come sempre il mio amore per la letteratura per ragazzi mi ha portato a leggere 17 romanzi, inclusi quelli che dovrei definire Young Adult ma mi rifiuto perché mi fa schifo e per me rimangono per ragazzi. Alla saggistica appartiene l'imbarazzante numero di 1 libro. Tutti i restanti non appartengono ad un genere particolare ma li ho classificati sotto "Narrativa varia".

Riletture: Solitamente amo rileggere ma quest'anno le mie riletture si sono limitate al minimo sindacale: i primi tre romanzi di Harry Potter.

Statistiche sugli autori: Anche questa è una stima che mi diverto sempre molto a fare. Tra i miei libri, 25 sono stati scritti da donne e ne sono felicissima perché finora nelle mie letture c'è sempre stato un divario enorme tra autrici e autori. Per quanto riguarda la nazionalità, ho letto 10 autori italiani contro 33 stranieri; anche in questo caso un record, perché solitamente leggo pochissimi italiani. Le nuove scoperte, quindi gli autori letti per la prima volta, sono stati 29.

CLASSIFICHE

Miglior libro
"Cecità" di José Saramago

Miglior libro di autore esordiente
"Il tredicesimo dono" di Joanne Huist Smith

Miglior classico della letturatura
"Delitto e castigo" di Fedor Dostoevskij

Miglior libro per ragazzi
"The Giver. Il donatore" di Lois Lowry

Libro peggiore
"Alta fedeltà" di Nick Hornby

Miglior copertina
"Doll Bones. La bambola di ossa" di Holly Black

Peggior copertina
"L'amore è un difetto meraviglioso" di Graeme Simsion


Voi avete già stilato la vostra classifica del 2015? Fatemi sapere quali sono le vostre "statistiche letterarie" o lasciatemi un link!

martedì 29 dicembre 2015

Recensione: "Miracolo in una notte d'inverno"

Finita una festa ci si avvicina ad un'altra, io però con la testa sono ancora in clima natalizio e passo le mie giornate a canticchiare canzoni di Natale... proprio non riesco ad arrendermi al fatto che ormai sia passato e bisognerà aspettare un altro anno! Anche qui sul blog ormai i post a tema natalizio sono praticamente esauriti ma c'è ancora una recensione da mostrarvi e che in un certo senso si adatta perfettamente alla nostalgia del Natale appena trascorso:

(Joulutarina )
di Marko Leino

Formato: Ebook, 268 pagine
Editore: Feltrinelli, 2012
Genere: Narrativa varia, Per ragazzi
Data prima pubblicazione: 2007
Lettura n.: 53/2015
Preso da: Kobo store


Voto: 7/10

Era una caldissima giornata di fine estate, il cielo era terso e le onde si muovevano pigre nel mare del Golfo di Botnia. Due bambini in costume, abbronzati dal sole, erano fermi sul ciglio della roccia, in piedi uno accanto all'altro, proprio nel punto in cui la scogliera si tuffava a capofitto nell'acqua verde e trasparente.
incipit
✎ Commento
Ho letto questo romanzo grazie al gdl organizzato dal blog Café Littéraire Da Muriomu ed è stata una bellissima esperienza, forse il gruppo di lettura più coinvolgente ed entusiasmante a cui abbia mai partecipato, tanto che non vedo l'ora di una nuova edizione.

Il libro racconta la storia di Nikolas, un bambino che vive nel paese di Korvajocki in Finlandia e che in una gelida notte d'inverno a soli cinque anni perde la mamma, il papà e la sorellina di pochi mesi. Già l'inizio basterebbe a far piangere tutte le lacrime del mondo ma non è finita qui perché da quel momento per Nikolas comincia una vita fatta di conquiste e di perdite, di amore e di dolore che lo porterà a diventare quel personaggio magico e mitico che noi conosciamo con il nome di Babbo Natale.

Le mie sensazioni verso questo romanzo sono state ambigue ma mi hanno portato a dividere il libro in due parti: per tutta la prima parte ho fatto davvero fatica a sentirmi coinvolta nella storia. Ho trovato una fortissima incongruenza tra il bambino Nikolas e i pensieri e le parole che gli sono state attribuite dall'autore e questo ha influenzato in maniera molto negativa la mia lettura perché la verosimiglianza è per me un aspetto fondamentale in un romanzo, è qualcosa che mi fa tralasciare tutto il resto: stile, caratterizzazione dei personaggi, trama... tutto va a monte nella mia lettura quando manca la verosimiglianza. In questo senso i ragionamenti di Nikolas - principalmente la sua razionalizzazione della morte della sua famiglia e del suo futuro, che a mio parere non è assolutamente credibile nella testa di un bambino di cinque anni nei termini in cui l'autore ce la presenta - mi hanno talmente infastidito da impedirmi di farmi coinvolgere dalla storia come avrei voluto e come è invece accaduto nella seconda parte, quando troviamo un Nikolas ormai adulto che conduce la sua vita solitaria tra la neve e i suoi giocattoli.

Sono costretta ad ammettere comunque che purtroppo il personaggio di Nikolas presentato in questo romanzo non mi è stato particolarmente simpatico, ho trovato che avesse per la maggior parte del tempo un atteggiamento piuttosto passivo nei confronti della vita - per quanto sicuramente comprensibile, visto tutte le perdite e i dolori che ha dovuto sopportare - mentre mi sono sempre immaginata il futuro Babbo Natale come una persona sicuramente buona ma anche più forte psicologicamente. In ogni caso quello che mi è piaciuto moltissimo del romanzo, e il motivo principale per cui ho deciso di dargli un sette, è l'umanità di questo personaggio, che raramente ci viene raccontata in modo così efficace nei vari romanzi/film che ne parlano: Babbo Natale è sempre il pacioccone rubicondo che non fa altro che ridacchiare con il suo "Oh-oh-oh", mentre in "Miracolo in una notte d'inverno" è un personaggio complesso, che ha paura, che sbaglia, che si fa quasi sconfiggere dalla solitudine, che è tentato di mollare tutto e di abbandonare per sempre questo mondo che sembra dargli solo dei dolori.

Altro aspetto che ho molto apprezzato è stato come l'autore ha integrato l'elemento magico nella storia: in Babbo Natale la magia c'è, perché come è possibile che quest'uomo viva per sempre, voli su una slitta trainata da renne e sia in grado di distribuire doni a tutti i bambini del mondo in una sola notte? Marko Leino non ha voluto strafare in questo aspetto: non ha né buttato lì eventi spettacolari, né al contrario cercato di razionalizzare tutto spiegando Babbo Natale escludendo la magia. E' riuscito per tutta la storia a disseminare piccoli eventi inspiegabili ed in modo molto discreto ci ha accompagnato verso la conclusione del suo romanzo che arriva in modo estremamente naturale e senza forzature.

♥ Questo libro fa per voi se... volete essere avvolti dallo spirito del Natale con una storia dolce ma molto triste che però mostra Babbo Natale sotto una luce diversa.


Periodo di lettura: 02 - 24 dicembre 2015
Ambientazione: Korvajoki/Finlandia
Opere derivate: Miracolo in una notte d'inverno (film 2007)

lunedì 28 dicembre 2015

Recommendation Monday, #17


Recommendation Monday è rubrica gestita dal blog Una fragola al giorno: ogni lunedì verrà consigliato un libro sulla base di un tema diverso ogni settimana.

Consiglia un libro ambientato nel luogo dei tuoi sogni (o in uno dei tuoi luoghi del cuore)

Caspita come è tardi! Mi stavo dimenticando di postare il RM di questa settimana... scusate, il Natale mi fa sbarellare. Dopo un po' di ragionamenti (che mi hanno portato ad escludere Hogwarts per evitare di essere ripetitiva ^_^) ho scelto come luogo dei miei sogni un luogo decisamente reale: la campagna inglese dell'ottocento. Di consenguenza ecco la mia "recommendation":

JANE EYRE
di Charlotte Bronte

Sia per quanto attiene agli schemi di confezione testuale sia per la vivacità e lo spessore psicologico dei personaggi, Jane Eyre è unanimemente considerato il capolavoro di Charlotte Brontë. In esso tutti gli eventi e i comportamenti dei personaggi sono in funzione delle svolte psicologiche (ma anche dei sogni, delle premonizioni) della protagonista, e quindi,per la riconosciuta valenza autobiografica della stessa autrice. Rilevanti nel romanzo sono l'immediatezza della narrazione e la capacità di suscitare una curiosità costante - a tratti morbosa, per la sensualità sottile che pervade le sue pagine - per lo sviluppo dell'azione. Mai nella narrativa inglese una donna aveva manifestato e scritto apertamente del suo desiderio per un uomo, e Jane-Charlotte racconta invece la sua irresistibile passione per un uomo sposato, e non ha vergogna ad ammetterlo nel suo diario. La donna vittoriana di metà Ottocento, ridotta allo stato di femmina asessuata, trova dunque in Jane Eyre un ideale contraltare antropologico sulla via dell'emancipazione e del suffragio universale.

Avete mai letto questo capolavoro? "Jane Eyre" è uno dei miei romanzi preferiti e credo che sia perfetto per chiunque voglia avvicinarsi ai grandi classici della letteratura perché è una storia appassionante e scritta magnificamente, i cui protagonisti sono davvero indimenticabili.

sabato 26 dicembre 2015

Recensione: "Ultimo piano (o porno totale)"

Buon Natale a tutti! Vi siete ripresi dalle mangiate? Io quest'anno non mi sono strafogata più di tanto, è stato un Natale abbastanza tranquillo e oggi sono a casa a godermi questo 26 dicembre senza parenti e ad aggiornare il blog. Vi lascio quindi subito a questa nuova recensione!

di Francesco D'Isa

Formato: Ebook, 208 pagine
Editore: Imprimatur, 2015
Genere: Narrativa varia
Data prima pubblicazione: 2015
Lettura n.: 52/2015
Preso da: Inviato dall'autore


Voto: 7/10

Mi chiamo Frank Spiegelmann e sono un uomo orrendo. Sono alto un metro e quarantasei, ho qualche ciuffo rossiccio appiccicato al cranio e non esito a definirmi calvo; inoltre sono grasso, flaccido, col naso a patata e la bocca sottile. I miei occhi, stretti e vagamente orientali, sono privi di qualunque fascino esotico e mi rendono simile a un grasso felino malato. Nonostante questo sono circondato da belle donne, che potrei cogliere come mele da un albero che l’Onnipotente ha posto alla mia ridicola altezza: il motivo è che sono il proprietario della più grande casa di produzione pornografica della Federazione Europea – e di mille altre cose, tra immobili, ristoranti, alberghi e case di cura. Non lo dico per vanità, ma perché sia chiaro che so che la decisione che mi aspetta sancirà la fine del mio impero. Non solo: le diaboliche forze all’opera dietro questa scelta non si limiteranno alla mia capitolazione, ma forse trascineranno con me anche il palazzo in cui mi trovo, uno dei gioielli di Varsavia, con i suoi cinquanta piani scintillanti – tutti miei.
incipit
✎ Commento
"Ultimo Piano" è il primo libro che ho letto dal mese di Ottobre (nonostante abbia pubblicato prima la recensione di "Il tredicesimo dono": è che volevo fare una recensione natalizia prima del 24): erano mesi che lo avevo in attesa, da quando quest'estate mi è stato donato gentilmente dall'autore in cambio della mia recensione, e non potevo davvero farlo aspettare di più. E' per questo che raramente accetto libri da recensire (oltre al fatto che spesso quelli che mi vengono proposti non rispondono ai miei gusti): sono troppo lenta! In ogni caso questo titolo mi aveva incuriosito e sono molto contenta di aver accettato di leggerlo perché si è rivelato un romanzo originale e inaspettato. Nonostante ciò ho dovuto prendermi qualche giorno per raccogliere le idee prima di scrivere il mio commento perché è uno di quei libri su cui devi fermarti a riflettere dopo averlo terminato.

"Ultimo piano (o porno totale)" è un libro che sorprende per l'interessante ed originale idea di base e per non essere assolutamente ciò che ad un primo impatto potrebbe sembrare, e questa è già una nota positiva nel piattume generale che domina gli scaffali delle librerie. Primo motivo di originalità: l'ambientazione. L'intera vicenda si svolge all'interno di un palazzo, la sede della casa di produzione pornografica "Perverse Angels". Questo edificio è strutturato in maniera gerarchica e ogni piano appartiene ad un determinato strato sociale, partendo da quelli inferiori, poveri, sporchi, squallidi, abitati dagli scarti dell'industria pornografica, per salire fino in cima, dove vivono le star del porno e, più in alto ancora, all'ultimo piano, il proprietario della Perverse Angels Frank Spiegelmann, che è anche la voce narrante che ci accompagnerà per tutto il romanzo. Ci troviamo quindi in una specie di micro-ecosistema apparentemente separato dal resto del mondo, che viaggia su dei binari propri, con proprie dinamiche e regole, e nel quale anche noi ci troviamo confinati in quanto per tutta la durata del romanzo il nostro sguardo di lettori non esce mai dall'edificio e anche nell'unica occasione in cui alcuni personaggi se ne allontanano, non seguiamo direttamente il loro spostamento ma veniamo a conoscenza di ciò che è accaduto successivamente e in modo indiretto.

Il secondo aspetto originale è il fatto che nonostante titolo e contesto facciano pensare tutto l'opposto, "Ultimo piano" non è un romanzo erotico in quanto al centro della storia non vi sono le avventure amorose di qualche pornostar ma la realizzazione della massima aspirazione dei due protagonisti, i due fratelli Claude e Claude (fratello e sorella), lei che aspira a diventare la più grande pornostar e lui che mira alla realizzazione di un film, il "porno totale" che avrà un effetto devastante sull'intera umanità. Questo è lo spunto per parlare di molto altro: del concetto di desiderio e del limite fino al quale può essere considerato lecito, del sesso come tabù e del giudizio della società verso il mondo del porno e di chi ne fa parte, il tutto narrato senza alcun tipo di giudizio da parte dell'autore che si mantiene sempre in un'ottica totalmente neutra verso i suoi personaggi e le vicende che racconta; questo aspetto, che è senz'altro voluto, in realtà a me ha creato un po' di problemi, nel senso che non mi ha permesso di farmi coinvolgere completamente dalla storia, lasciandomi essere una semplice spettatrice senza riuscire mai a sentirmi vicina ai personaggi o davvero immersa nelle vicende narrate. Un altro aspetto che non mi ha aiutato è stato il ritmo della storia che ho trovato un po' discontinuo: nella prima parte il ritmo è molto lento e sembra quasi indirizzare verso un romanzo introspettivo e incentrato sul rapporto tra i due fratelli. Dopo la metà si ha un completo cambio di direzione e si punta più verso un'epilogo di azione con un ritmo molto più intenso; non so se sia stata solo una mia impressione ma mi è parso che queste due parti siano rimaste un po' troppo scollegate e sono arrivata alla fine del romanzo un po' disorientata.

Nel complesso questo romanzo mi è piaciuto: è stata una lettura interessante che mi ha offerto tanti punti di riflessione. Dall'altra parte mi sarebbe piaciuto vedere maggiormente approfonditi il rapporto tra Claude e Claude e avrei voluto andare più a fondo nella struttura della micro-società che si concentra nel palazzo della Perverse Angels, altro aspetto che viene introdotto ma poi offuscato dagli eventi che ruotano attorno al film. Insomma, è uno di quei pochi casi in cui avrei voluto aggiungere delle pagine al romanzo.

♥ Questo libro fa per voi se... cercate una lettura non scontata e che affronti un tema diverso da solito in modo intelligente.


Periodo di lettura: 03 - 19 dicembre 2015
Ambientazione: Varsavia/Polonia
Links: Sito dell'autore, Bibliografia
Cover: Illustrazione di Francesco D'Isa

mercoledì 23 dicembre 2015

Recensione: "Il tredicesimo dono"

Buon mercoledì, e buona pre-vigilia di Natale!! Vale come festività? Non credo, però oggi al lavoro faccio solo mezza giornata, quindi per me è sicuramente una giornata di festa e quando leggerete questo post io sarò in giro a comprare gli ultimi regali (lo so, mi riduco sempre all'ultimo!). Adesso invece vi porto con me in una storia in pieno spirito natalizio, ricca di regali, di amore e di generosità.

(The 13th Gift: A True Story of a Christmas Miracle )
di Joanne Huist Smith

Formato: Hardcover, 166 pagine
Editore: Garzanti, 2015
Genere: Narrativa varia
Data prima pubblicazione: 2015
Lettura n.: 51/2015
Preso da: Biblioteca


Voto: 8/10

Caro lettore, ho imparato le parole del canto di Natale The Twelve Days of Christmas da bambina, nel coretto della scuola, quando la magia delle feste ancora mi colmava di un senso di meraviglia e di speranza, quando sembrava che i sogni fossero diventati realtà. Pernici e alberi di pere, dame danzanti e signori saltellanti: pensavo che le parole del canto fossero ridicole. Non sapevo, allora, che in quelle buffe strofe si nascondeva la chiave della felicità.
incipit prefazione
✎ Commento
Scrivo questo commento a caldissimo: ho terminato la lettura da pochi minuti ma sono talmente entusiasta che voglio mettere giù subito le mie impressioni (anche perché altrimenti non farei in tempo a pubblicare).

Sono mesi che vedo questo romanzo comparire su tutte le librerie di Goodreads e sui post dei miei blog preferiti; non ero partita con l'idea di leggerlo per Natale quest'anno ma a poco a poco è cresciuto il desiderio di trovare una lettura che mi facesse sentire questa festa che da quando sono cresciuta ha perso un po' la sua magia e nel cui spirito faccio ogni anno sempre più fatica ad entrare, così presa da tutte le cose ordinarie che appartengono alla mia vita quotidiana anche nel mese di Dicembre... anzi, forse lo stress lavorativo e le ansie aumentano ancora di più tra scadenze, clienti impazziti, regali da comprare di corsa e cene da organizzare per fare gli auguri a tutti gli amici e parenti che non rivedrà fino al nuovo anno. Insomma, quello che dovrebbe essere un periodo di serenità di trasforma in un delirio e quasi non vedo l'ora che finisca pur di avere un po' di respiro.

Fortunatamente quest'anno sulla mia strada ho trovato Il tredicesimo dono, che mi sono decisa a prendere in prestito in biblioteca dopo aver letto la recensione sul blog Ombre Angeliche, che mi ha permesso di entrare in punta di piedi nella vita di una famiglia che ha riscoperto il calore del Natale, dell'affetto e dello stare insieme dopo un evento che ha rischiato di eclissare per sempre la loro gioia: i protagonisti del romanzo sono infatti l'autrice e i suoi tre figli Ben, Nick e Megan che all'inizio della storia si preparano ad affrontare il primo Natale senza il loro papà, morto a causa di una malattia pochi mesi prima. A parte la sorella più piccola, di dieci anni, nessuno degli altri componenti della famiglia è nello spirito di festeggiare il Natale: Joanna ha perso ogni energia ed è solo il suo senso di responsabilità verso i figli che la trattiene dal nascondersi sotto una coperta sul divano, che è diventato il suo letto dopo che il solo ingresso nella camera che divideva con il marito si è trasformato in un'impresa impossibile, e non uscirne più. Ben, il figlio diciassettenne, è pieno di una rabbia repressa che lo porta a sparire per giornate intere e rientrare la notte ad orari improponibili senza quasi rivolgere la parola agli altri membri della famiglia e Nick, di dodici, sfoga il dolore in una specie di apatia che lo porta ad isolarsi dagli altri, chiuso nella sua cameretta. L'unica che vorrebbe festeggiare il Natale è la piccola Megan di dieci anni, la cui indole positiva è quasi una stonatura, che suscita tenerezza, in un equilibrio familiare che all'inizio del libro sembra davvero in procinto di cedere. La situazione di stallo che sta prendendo il sopravvento in questa famiglia viene improvvisamente scossa dall'arrivo, nel capitolo di apertura del romanzo, di un dono inaspettato inviato da dei misteriosi veri amici, seguito da altri undici regali che, uno al giorno, vengono recapitati davanti alla loro porta. Questi doni, che inizialmente creano grande trambusto nell'anima dei quattro protagonisti, saranno il mezzo attraverso cui questa famiglia tornerà a trovare una ragione per andare avanti e riscoprire l'importanza di essere uniti e di supportarsi l'uno con l'altro.

Con la sua semplicità e genuinità questa storia mi ha coinvolto profondamente: non l'ho trovata patetica o strappalacrime ma emozionante e sincera. Non so quanto ci sia di reale e quanto di romanzato nelle vicende raccontate (si tratta infatti di una storia vera) ma credo che tutta la parte legata all'elaborazione del lutto da parte dei personaggi e al processo di ricostruzione del loro rapporto sia raccontata in modo talmente verosimile da far dubitare che sia tutto solo finzione. Non ho trovato mai nulla di forzato o di finto nei sentimenti e nelle reazioni dei quattro Smith, anche se senza dubbio tutta questa solidarietà sparsa a manciate per l'intera città, i cui abitanti si prodigano per sostenere la famiglia anche nelle situazioni più... diciamo "eccentriche", suona un po' come la classica americanata da film per famiglie in cui sul finale tutto il quartiere collabora per rimediare a qualche guaio o farsi perdonare qualche ingiustizia. In ogni caso posso dire che questa "zuccherosità" non mi ha dato fastidio, perché non risulta mai talmente esagerata da essere palesemente inverosimile: diciamo che in noi cinici europei lascia il dubbio che forse davvero, almeno a Natale, gli americani vivano come se fossero perennemente i protagonisti dei loro film... ^_^

Forse la verità è semplicemente che avevo bisogno di un libro che mi smuovesse dalla svogliatezza di quest'ultimo periodo e che mi facesse provare delle emozioni e una profonda empatia con i personaggi. La conclusione della storia mi è piaciuta; diciamo che nell'ultimo capitolo l'autrice ci fa tornare alla realtà uscendo dalla dimensione del romanzo e spiegando a noi lettori cosa e chi c'era dietro a quei regali e ciò che è accaduto in seguito. Un po' mi ha scosso questo cambio di registro, forse è stato un po' troppo netto: ero talmente immersa nella sua storia che tornare al presente è stato lievemente traumatico ma questo non ha tolto nulla alle sensazioni che ho provato leggendo questo romanzo e posso finalmente dire che adesso non vedo l'ora che sia Natale!!

♥ Questo libro fa per voi se... volete emozionarvi con una storia vera che vi farà credere nel potere della generosità.


Periodo di lettura: 20 - 22 dicembre 2015
Ambientazione: Bellbrook/Ohio/USA

Links: Sito del romanzo, Bibliografia

martedì 22 dicembre 2015

Santa Claus Booktag


Ormai ci siamo, Natale è alle porte e tutti siamo correndo a destra e sinistra per gli ultimi preparativi. Anche qui sul blog come avrete visto abbiamo tirato fuori gli addobbi e siamo pronti per questi ultimi giorni di attesa. Per riscaldare ulteriormente l'atmosfera ho pensato di proporvi questo tag rubacchiato dal blog Ombre Angeliche, che mi sembra davvero perfetto.
Come sempre sentitevi liberi di ripetere il tag e informatemi se lo porterete sul vostro blog così da poter venire a leggere le vostre risposte!

CIOCCOLATA CALDA
Coccole: un libro che ti sei concessa/o e di cui avevi bisogno
Senza alcun dubbio il libro che ho attualmente in lettura (e del quale conto di pubblicare domani la recensione visto che ormai sono alla fine), ovvero "Il tredicesimo dono" di Joanne Huist Smith, un romanzo che non solo mi ha fatto entrare con forza nello spirito natalizio, ma che per di più ha fatto da cura per quello pseudo blocco del lettore che mi era preso, ovvero l'incapacità di farmi coinvolgere completamente dalle storie che leggevo.

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ALBERO DI NATALE
Gli addobbi non possono mancare: un libro che devi assolutamente avere nella tua libreria
Se non mi verrà regalato a Natale, a Gennaio me lo comprerò da sola, dico solo questo.

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BABBO NATALE
E' la mattina di Natale: il più bel libro che ti è stato regalato
Giuro che è l'ultimo Harry Potter del tag, però questo è davvero il libro più bello che mi sia stato regalato e mi è stato donato da un amico che lavorava in un centro commerciale e che mi ha portato il romanzo la sera prima che venisse messo in vendita, registrandone l'acquisto il giorno successivo per non farsi beccare, essendo tassativamente vietato venderlo in anticipo. Così io ho passato la notte leggendo il libro che tutti aspettavano di comprare il giorno successivo.

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LUCI COLORATE
Il sorriso non manca: un libro che infonde allegria
Tanto per cambiare un po' e non mettervi sempre il solito "Magya" ho deciso di inserire in questo tag un'altra saga di Angie Sage, autrice che con i suoi romanzi mette sempre allegria, ovvero la serie di Araminta Spookie. Qui posto l'edizione inglese, che è quella che ho letto io, ma questi libri sono stati pubblicati anche in italiano da Salani e il primo volume è intitolato "Casa sotto spirito".

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REGALI
Fiocchetti e carte colorate: quale libro regaleresti?
Lo so, non è un libro per niente allegro né natalizio ma è un libro che regalerei a tutti perché mi ha colpito profondamente e porta a riflettere su temi oggi di grande attualità.

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PRANZO DI NATALE
Siamo tutti riuniti: una famiglia di una storia che ti è entrata nel cuore
Un romanzo bellissimo e purtroppo poco conosciuto che parla di due fratelli in fuga dalla guerra che trovano rifugio in uno zoo abbandonato. Ho riso e ho pianto con questo libro scritto benissimo e davvero intenso.

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BISCOTTI
Una pagina tira l'altra: un libro da cui è stato impossibile staccarsi
Il primo, fantastico romanzo di Gillian Flynn. Letto quest'estate in due giorni perché non riuscivo letteralmente a staccare il naso dalle pagine.

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FIOCCHI DI NEVE
Il paesaggio si trasforma: un libro in cui hai sentito la magia
In tutti i libri di Gaiman c'è la magia; questo è semplicemente l'ultimo che ho letto. E' stato pubblicato in italiano con il titolo "L'oceano in fondo al sentiero".

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GHIRLANDA
Decoriamo! Un libro ricco di colori e bellezza
Non smetterò mai di consigliare questo libro e il suo seguito: due libri luminosi, colorati, pieni di avventure e personaggi di cui ci si innamora.

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INVERNO
Guanti e sciarpa: un libro con una trama invernal
Un libro perfetto per l'inverno? "Il leone, la strega e l'armadio". C'è tutto: tanta neve, una strega bianca, magia e creature incantate. Se ancora non l'avete letto, fatelo.