venerdì 26 febbraio 2016

IllustriAMO, #3

A quasi tre mesi di distanza dall'ultimo post, riesco finalmente a pubblicare una nuova puntata della rubrica dedicata alle illustrazioni e lo faccio con un artista che ho scovato per caso grazie a facebook: è svedese e purtroppo per il momento non ha illustrato alcun libro italiano (uno l'ha pubblicato, ma è in svedese quindi dubito che serva a molto metterlo qui). Il suo nome è Johan Thörnqvist e la particolarità dei suoi disegni è che vengono creati all'interno di fotografie reali, creando quindi un favoloso mondo parallelo che si potrebbe percepire se solo riuscissimo a trovare la chiave giusta per vedere oltre la realtà che ci circonda.

Mi sono fatta un giro sul suo sito (www.snarlik.se) e posso confermare che le sue opere sono favolose, creano delle vere e proprie "realtà parallele" nelle fotografie e non ci si stancherebbe mai di guardarle, ammirandone tutti i dettagli. Andate a dare un'occhiata, ne rimarrete stregati.
Osservandole mi è venuto in mente un libro, che ovviamente colgo l'occasione per citare per l'ennesima volta visto che ormai potrei tranquillamente diventare l'ufficio stampa dell'autore: Tobia di Timothée de Fombelle. In Tobia viene raccontata una storia che potrebbe (anzi, dovrebbe) essere illustrata da Thörnqvist: Tobia appartiene ad un popolo minuscolo che vive sui rami di un albero e dopo che suo padre, un geniale inventore, viene rinchiuso in prigione, il bambino fugge abbandonando la sua casa per lanciarsi in una meravigliosa avventura in un mondo che scoprirà essere non solo immenso, ma anche pericoloso. Posso solo immaginare quale capolavoro uscirebbe da una collaborazione tra questi due.

Ora come sempre vi lascio un assaggio delle illustrazioni di Thörnqvist; andate comunque a fare un giretto sul suo sito perché trabocca di immagini meravigliose.













martedì 23 febbraio 2016

La piuma

di Giorgio Faletti

Formato: Hardcover, 81 pagine
Editore: Baldini Castoldi, 2015
Genere: Racconto, Fiabe, per ragazzi
Data prima pubblicazione: 2015
Lettura n.: 08/2016
Preso da: Biblioteca


Voto: 6.5/10


La piuma arrivò risalendo il vento. Nessuno si accorse di questo strano fenomeno, forse nemmeno il vento stesso, che per natura ha canne da piegare e foglie da girare sulle dita e stagni da stupire con gocce di pioggia che lasciano cerchi improvvisi e bolle sulla superficie immota dell’acqua. Tracciando il suo invisibile sanscrito nel cielo, la piuma sorvolò un villaggio popolato di uomini, che come tali prestavano attenzione solo a ciò che avveniva in terra, davanti ai loro occhi. Un fabbro batteva il ferro rovente di una lama chiedendosi se sarebbe stata una buona spada, un contadino seminava il suo campo chiedendosi se sarebbe stato un buon raccolto, le donne stavano al fiume a lavare i panni chiedendosi se sarebbero diventati bianchi e immacolati. Solo i bambini correvano senza nulla chiedersi, giocando e schiamazzando per le anguste vie del villaggio, fra le case di fango e paglia, inseguiti da cani festanti che, pur senza capire, si univano al gioco. Alcuni cavalli erano impastoiati davanti alla locanda dove cavalieri senza macchia e senza paura sostavano per stordirsi di vino, procurandosi macchie sulle vesti mentre cercavano di dimenticare la loro paura. Nessuno riuscì a vedere la piuma perché nessuno aveva tempo a sufficienza per alzare gli occhi al cielo e riuscire anche solo a guardarla.
(incipit)


✎ Il mio parere
Sono stata indecisa fino all'ultimo sul numero di stelline da assegnare a questo racconto che è stato anche più breve di quanto pensassi (e già immaginavo lo fosse). Alla fine ho assegnato le tre stelline perché la favola è poetica e scritta in modo suggestivo e sarebbe stato sbagliato darle un voto considerandola a livello di un romanzo: avrebbe perso in partenza.
Il racconto segue il percorso di una piuma, simbolo di purezza, che trasportata dal vento attraversa le finestre delle case e incontra così una serie di personaggi che rappresentano diverse caratteristiche negative dell'animo umano fino a trovare l'unico che la noterà e si meriterà di seguirla. La fiaba segue proprio lo stampo classico ed è scritta bene, a mio parere, piena di immagini che si rendono ben chiare agli occhi di un bambino e uno stile poetico. Trovo invece che il prezzo del volume (oltre 7 euro per l'ebook, 13 per il cartaceo) sia folle e sproporzionato, visto che per l'appunto, si tratta di una storia di poche pagine seppur con delle belle illustrazioni. Io comunque avendolo preso in biblioteca non ne ho risentito e mi sono goduta questa piccola favola in tutta la sua dolcezza e ho apprezzato il messaggio dietro al volo della piuma, il cui dono di libertà può essere goduto solo da chi non è troppo concentrato su se stesso per scoprirlo.


♥ Questo libro fa per voi se... volete leggere una bella favola ai vostri bambini o amate particolarmente Faletti da voler leggere tutta la sua opera. Possibilmente prendetelo in biblioteca...


Periodo di lettura: 03 febbraio 2016
Ambientazione: Indefinita
Opere derivate: -

lunedì 22 febbraio 2016

Blog Tour + Giveaway "Sogni di Carta"


Buongiorno a tutti, benvenuti alla terza tappa del Blog Tour del romanzo "Sogni di Carta" di Melania D'Alessandro, che approfitto per ringraziare tantissimo per avermi chiesto di prendere parte alla presentazione del suo libro per ragazzi: la seguo da anni in tutte le evoluzioni del suo blog e mi fa un immenso piacere partecipare a questo Blog Tour.

Ma ora bando alle ciance; se vi siete persi il post di presentazione e le tappe precedenti, trovate tutte le informazioni qui. Ricordo, inoltre, che il Blog Tour si concluderà con un bel Giveaway (per sapere come partecipare e vincere i premi messi in palio, leggere attentamente il post di presentazione).
Prima di cominciare con il contenuto della tappa di oggi, vi lascio i dati del romanzo in questione.


Titolo: Sogni di Carta 
Autrice: Melania D'Alessandro 
Pagine: 137, illustrato
Prezzo: 13,90 euro formato cartaceo 
Editore: Leucotea 
Data di pubblicazione: 23 febbraio 2016

Trama: Sogni di Carta è un negozio speciale. Tanto per cominciare, è gestito da un signore che veste sempre con abiti a quadretti e da un topo brontolone che va ghiotto di biscotti e viaggi fantasiosi. È una libreria magica, dove ogni parola scritta può diventare realtà e in cui i clienti vivono le avventure dei protagonisti delle storie come fossero proprie. Un giorno, tuttavia, libraio e topo di biblioteca si ritrovano ad affrontare guai seri: il mondo della fantasia è in pericolo e rischia di scomparire per sempre. Tra magici ripostigli, laboratori sognanti e personaggi straordinari si snoda la storia di Sogni di Carta, dove la magia diventa possibile e dove anche i lettori possono fare la differenza.



Oggi parliamo dei personaggi della storia, lasciamo dunque la parola all'autrice.


Archimede

Cliccate sull'immagine per ingrandirla e leggerne meglio i contenuti
“Amante dei libri e della conoscenza, era cresciuto nutrendosi di storie per saziare la sua incontrollabile curiosità. Straordinariamente fantasioso, fin dalla tenera età si mostrò maturo e intelligente. Era il primo della classe, un vero secchione, direste voi. Tuttavia, queste doti le pagò care, perché nessuno dei compagni di scuola desiderava giocare con lui. L’insolito nome e l’animo sensibile e sognatore non facevano che renderlo ancor più bizzarro agli occhi degli altri bambini. Come se tutto questo non bastasse, Archimede adorava i gilet e i pantaloni a quadretti e non usciva mai di casa senza la sua inseparabile paglietta. Un vero personaggio, insomma! E da adulto non era cambiato di una virgola. Fece dei libri i suoi compagni di avventure e divennero per lui gli amici fidati che non poteva avere fra i coetanei.”
Archimede rispecchia la mia idea di libraio. Sognatore, sensibile e intraprendente, ama mettersi in gioco, non arrendendosi di fronte alle difficoltà. Adora la montagna e la natura, gli piace stare in compagnia e, diversamente dall'illustre personaggio da cui ha preso il nome, non ci sa proprio fare con la matematica, tanto da lasciare a Gulliver, il suo assistente, la contabilità del negozio.

Gulliver

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“Il topino Gulliver esisteva da quando era stata costruita la libreria, ovvero da tempo immemorabile, e anche lui era magico come tutto quello che riguardava il negozio. […] Ai suoi occhietti vispi non sfuggiva mai nulla, soprattutto se si trattava di qualche prelibato bocconcino. I biscotti, poi, erano il suo spuntino preferito. […] Gulliver conosceva la libreria e i suoi libri meglio della piccola tana nel muro in cui viveva. Aveva imparato il mestiere da tutti gli altri librai che si erano succeduti, per di più aveva un’ottima memoria e un istinto infallibile.”
Mi sono divertita molto a dare vita al personaggio di Gulliver. Irascibile, brontolone e terribilmente orgoglioso, sa diventare amorevole e docile semplicemente offrendogli un biscotto. I battibecchi con Archimede non mancano all'interno del romanzo, un po' per la sua gelosia, un po' per il suo carattere difficile. Nonostante ciò, è impossibile non amarlo con tutti i suoi difetti da “topo stagionato”, come si definirebbe lui.

Sogni di Carta

"In un paese lontano, che potrebbe essere il vostro così come il mio, un tempo esisteva un negozio speciale." Questo è il fiabesco incipit del romanzo, che fin dalle primissime righe permette al lettore di immergersi nel mondo incantato di Sogni di Carta; non esiste un luogo preciso per la sua ambientazione, il magico negozio potrebbe trovarsi a un passo dalla casa del lettore così come in una città non tanto distante da quella in cui abita. Ed è questa la magia più grande delle libreria protagonista del romanzo: essa è ovunque e allo stesso tempo in nessun luogo, per trovarla davvero si deve avere bisogno di lei, come una sorta di Mary Poppins delle librerie.
“L’entrata del locale era costituita da una vetrata e da una porta all’inglese che quando si apriva produceva un dolce scampanellio. Appena varcata la soglia di quel magico posto, il cliente veniva avvolto dal profumo della carta, ma anche dall’odore della polvere accumulatasi tra le pagine e negli angoli irraggiungibili. I vecchi scaffali di legno scuro e massiccio occupavano tutte le pareti del negozio, e su di essi sfilavano i dorsi colorati dei libri in vendita. Il bancone, anch’esso di legno scuro e piuttosto datato, era situato sulla parete di entrata e sopra vi era sempre una serie di scartafacci, foglietti, penne e quaderni che creavano una gran confusione, ma che servivano ad Archimede per chissà quali diavolerie, visto che si rifiutava di mettervi ordine. In fondo al locale erano sistemate due poltrone di velluto comodissime, dove i clienti usavano accomodarsi per dare un’occhiata con tutta tranquillità a qualche sogno di carta da poter comprare o anche solo da sfogliare. Il pavimento scricchiolante, anch’esso in legno, era ricoperto da morbidi tappeti, che davano un tocco di calore in più. Infine, a illuminare l’ambiente c’erano molte lampade appese ai muri o collocate sopra appositi mobiletti, il che conferiva al negozio una luce soffusa, ma ben distribuita. I libri di Archimede erano un vero toccasana e la sua libreria, come credo avrete ormai intuito, era magica. Succedevano cose strane tra le sue quattro pareti e l’unico che sapesse destreggiarsi tra gli scaffali e la giungla di pagine era proprio lui, chi altri sennò?”

Che ne pensate? Siete sempre più curiosi di leggere "Sogni di Carta"?
Ricordatevi che il Tour non finisce qui ma prosegue ancora per altre cinque tappe e per finire il Giveaway!! I prossimi appuntamenti del Blog Tour li trovate sui seguenti blog:

- Tappa 4: Le tematiche della storia – mercoledì 24 febbraio

- Tappa 5: Le illustrazioni – venerdì 26 febbraio

- Tappa 6: I libri famosi citati nel romanzo – lunedì 29 febbraio

- Tappa 7: I commenti dei primi lettori – mercoledì 2 marzo

- Tappa 8: Recensione del libro – venerdì 4 marzo

- Tappa 9: Estrazione del vincitore del Giveaway - lunedì 7 marzo

venerdì 19 febbraio 2016

Libri in arrivo: "2084. La fine del mondo" di Boualem Sansal

Benvenuti nell’Abistan, dove Sottomissione sembra quasi dolce

Questa mattina ho aperto la posta elettronica e ho trovato ad attendermi la newsletter Neri Pozza che mi segnalava la prossima uscita di questo romanzo che ha catturato subito la mia attenzione per l'immediata associazione con "1984" che è impossibile non fare appena si guarda la copertina.

Siccome il richiamo a Orwell non è solo apparente ma vi sarà evidente se leggerete la trama che vi inserisco qui sotto, la lettura diventa d'obbligo, perché fare un così chiaro riferimento al capolavoro orwelliano è estremamente rischioso e lascia aperte solo due possibilità: o si tratta di una brutta copia oppure è un gran romanzo... e se c'è il rischio di scoprire un gran romanzo io ci provo!

Nell’Abistan – un impero cosí vasto da coprire buona parte del mondo – 2084 è una data presente ovunque, stampata nel cervello di ognuno, pronunciata in ogni discorso, impressa sui cartelli commemorativi affissi accanto alle vestigia dello Shar, la Grande Guerra santa contro i makuf, i propagandisti della «Grande Miscredenza». Nessuno sa a che cosa corrisponda davvero quella data. Qualcuno dice che ha a che fare con l’inizio del conflitto, altri con un suo particolare episodio. Altri ancora che riguardi l’anno di nascita di Abi, il Delegato di Yölah, oppure il giorno in cui Abi fu illuminato dalla luce divina, al compimento del suo cinquantesimo anno di età. In ogni caso, è da allora che l’immenso paese, che era detto semplicemente il «paese dei credenti», fu chiamato Abistan, il mondo in cui ci si sottomette gioiosamente alla volontà di Yölah e del suo rappresentante in terra, il profeta Abi. La Grande Guerra santa è stata lunga e terribile. Le sue tracce sono religiosamente conservate: edifici sventrati, muri crivellati, interi quartieri sepolti sotto le macerie, enormi crateri trasformati in immondezzai fumanti. Tuttavia, l’armonia piú totale regna ora nelle terre dell’Abistan. Nessuno dubita delle autorità – gli Onorevoli e gli Adepti della Giusta Fraternità e i membri dell’Apparato – cosí come nessuno dubita che Yölah abbia offerto ad Abi di imprimere un nuovo inizio alla storia dell’umanità. L’abilang, una nuova lingua, ha soppiantato tutte le lingue precedenti, considerate stolti idiomi di non-credenti. Le date, il calendario, l’intera storia passata dell’umanità non hanno ormai piú alcuna importanza e senso nella Nuova Era, e tutto è nella mano di Yölah. Yölah sa le cose, decide del loro significato e istruisce chi vuole. Agli uomini non resta che «morire per vivere felici», come recita il motto dell’esercito abistano. Perché, però, dubbi e sospetti si insinuano nella mente del trentacinquenne Ati al ritorno a Qodsabad, la capitale dell’impero, dopo anni trascorsi in un sanatorio arroccato su una montagna? Perché nel suo cuore si fa strada la tentazione di attraversare la Frontiera, al di là della quale, si dice, vivano i Rinnegati, i makuf, i propagandisti della Grande Miscredenza capaci di tutto? Ispirato alla celebre opera di George Orwell 1984, 2084. La fine del mondo, narra di un mondo futuro dove tutti gli incubi del presente sembrano realizzati nella forma di una feroce teocrazia totalitaria.


2084. LA FINE DEL MONDO di Boualem Sansal
Neri Pozza, pp.256
€ 17.00 (cartaceo)

in libreria dal 25/02/2016

lunedì 15 febbraio 2016

I garbati maneggi delle signorine Devoto


di Renzo Bistolfi

Formato: Ebook, 240 pagine
Editore: TEA, 2015
Genere: Romanzo, narrativa varia
Data prima pubblicazione: 2015
Lettura n.: 07/2016
Preso da: MLOL


Voto: 6.5/10


L'estate del 1958 era particolarmente calda. Dopo due settimane di scirocco impietoso, quel giovedì mattina di fine agosto finalmente spirava tramontana. La maccaia1 era caduta all'improvviso, l'aria si era fatta asciutta e le nuvole se ne andavano verso il mare, liberando uno squarcio d'azzurro sempre più ampio. Tutta Genova, da levante a ponente, tirava un sospiro di sollievo.
(incipit)


✎ Il mio parere
Ho letto questo romanzo grazie alla sfida LGS che mi sta portando a conoscere tante storie leggere ma davvero piacevoli che probabilmente non avrei mai incontrato durante la mia vita di lettrice; questo libro in particolare è stata una scoperta molto simpatica che probabilmente da sola non avrei mai fatto.

Il romanzo è ambientato in un quartiere genovese degli anni cinquanta e vede protagoniste tre anziane sorelle, zitelle e timorate di dio, che si trovano al centro di un piccolo giallo quando una serie di strani eventi iniziano a verificarsi nella loro via. Fanno da cornice tutta una serie di altri pittoreschi personaggi che accompagnano le tre sorelle nella loro indagine e che, con le loro personalità rappresentano forse il punto di forza del romanzo. 

L'ambientazione non è particolarmente dettagliata e questo è un peccato perché l'epoca è interessante e se l'autore fosse stato in grado di renderla più presente nel racconto avrebbe sicuramente reso il risultato finale più interessante, mentre ho apprezzato l'atmosfera semplice e "paesana" che si respira durante la (rapidissima) lettura del romanzo. 

Lo stile è davvero molto, molto semplice e scorrevole, ideale per spezzare una lettura più impegnativa oppure se avete bisogno di un po' di distrazione e di "staccare il cervello" per qualche ora, ma non se cercate una lettura intensa e appassionante.


♥ Questo libro fa per voi se... avete bisogno di una lettura leggera, leggera ma simpatica, rilassante


Periodo di lettura: 01 - 03 febbraio 2016
Ambientazione: Genova/Italia
Opere derivate: -

sabato 13 febbraio 2016

La gemella silenziosa

(The Ice Twins)
di S.K. Tremayne

Formato: Ebook, 298 pagine
Editore: Garzanti, 2015
Genere: Romanzo, thriller
Data prima pubblicazione: 2015
Lettura n.: 06/2016
Preso da: MLOL


Voto: 6.5/10


Le nostre sedie sono sistemate a due metri esatti di distanza, entrambe rivolte verso la grande scrivania, neanche fossimo in terapia di coppia: una sensazione che conosco fin troppo bene. Sulla stanza dominano un paio di alte finestre a ghigliottina del XVIII secolo senza tende, due dipinti gemelli di un fosco e lugubre cielo londinese.
(incipit)


✎ Il mio parere
Divorato in un weekend "La gemella silenziosa" è un thriller (anche se forse più mistery... non saprei definirlo con certezza) che mi ha tenuta incollata alle pagine per il suo ritmo incalzante e l'inquietudine che trasmette durante l'intera lettura. 

Come sempre a me le parole "caso letterario" fanno venire la pelle d'oca quindi ho iniziato il romanzo temendo la solita delusione che si abbina a questa definizione e invece sono rimasta piacevolmente stupita: il libro fila, non annoia mai, i momenti inquietanti sono ben miscelati nella trama in modo da tenermi sempre sulle spine e gli eventi sono stati mescolati abbastanza da avermi fatto sospettare di tutto e tutti prima di arrivare alla fine, che comunque non offre una vera e propria risposta al mistero principale: cos'è davvero accaduto? Perché se da una parte è vero che quando si chiude il romanzo la dinamica degli ultimi eventi è abbastanza chiara, resta il fatto che ci sono degli eventi misteriosi ed inquietanti che non vengono davvero spiegati. Questo è stato forse l'aspetto che mi ha relativamente deluso; sarò forse condizionata dal mio amore per il giallo deduttivo ma mi piace sempre avere una spiegazione completamente razionale degli eventi apparentemente sovrannaturali, a meno che non si tratti di fantasy o di storie che chiaramente ci mostrano fenomeni di questo genere, mentre in questo caso la parte misteriosa viene spiegata per metà, e non si capisce se per mantenere l'inquietudine o per superficialità. 

Per il resto, come scrivevo, il libro mi ha soddisfatto e mi ha addirittura dato molto a cui pensare, principalmente sul rapporto tra i due genitori: quel clima di detto/non detto che serpeggia tra loro, le verità nascoste e i reciproci sospetti sono forse l'elemento che più mi ha "disturbato" del romanzo e che in alcuni casi mi ha fatto chiudere il libro per riprendere la calma. In questo caso ci sono state alcune scelte narrative che mi sono sembrate poco verosimili e più tendenti alla scorciatoia per "far accadere qualcosa". Il rapporto che i genitori hanno con le bambine è un altro argomento che mi ha fatto pensare, mentre non so bene cosa credere a proposito del legame così esclusivo tra i gemelli, tale addirittura da portare ad una possibile confusione di identità... non sono abbastanza informata ma in alcuni casi anche questa mi è sembrata un po' una forzatura, seppur essenziale per creare il clima angoscioso dell'intero romanzo.


♥ Questo libro fa per voi se... cercate una lettura appassionante che vi distragga dal quotidiano, ma senza aspettarvi il capolavoro del secolo.


Periodo di lettura: 30 gennaio - 01 febbraio 2016
Ambientazione: Inghilterra/Scozia
Opere derivate: -
  

lunedì 8 febbraio 2016

#sceglindipendente: sfide letterarie, case editrici e tavole periodiche

Buongiorno e buon lunedì! Non preoccupatevi, non sono impazzita e il titolo del post non è la diretta conseguenza dei postumi di una mega-sbornia del weekend; sembrerà strano ma tutto ha un senso.

Da un paio di giorni cercavo un pretesto per parlarvi di una nuova iniziativa a cui io e il mio blog abbiamo aderito con grande entusiasmo: si tratta di #sceglindipendente, hashtag lanciato da Ilenia - una blogger e booktuber che vi consiglio vivamente di seguire per il suo entusiasmo, la sua ironia e la sua competenza nel parlare di libri - e la libreria Le Notti Bianche di Vigevano per promuovere le case editrici indipendenti e le librerie indipendenti.

Così oggi, nel giorno in cui ricorre il 182° anniversario della nascita di Dmitrij Mendeleev, il chimico russo che inventò la tavola periodica degli elementi (ve l'avevo detto che tutto aveva un senso) colgo al volo l'occasione (grazie doodle di Google ^_^) e inauguro la mia adesione all'iniziativa parlandovi di un editore, e più precisamente di una collana che con la tavola periodica ha molto a che fare: si tratta della collana Elementi pubblicata dalla casa editrice Piano B edizioni. La collana si snoda attorno al tema degli elementi come costituenti base della materia e con lo stesso criterio sono selezionati i libri che ne fanno parte: si tratta di saggi o estratti scritti da grandi autori (filosofi, poeti, romanzieri, sociologi, ecc.) attorno a temi fondamentali per la nostra esistenza come la libertà, l'amicizia, l'amore, la religione, l'odio e la guerra, la morte e tanti altri. Ciascun libro è collegato ad un elemento, di conseguenza la collana si prospetta ricca ed interessante.

Per il momento i volumi usciti sono venticinque e sono uno più interessante dell'altro: si parte con Mark Twain e il libro "Libertà di stampa" in cui sono raccolti alcuni saggi dell'autore sul tema della libertà di pensiero e di opinione e si conclude con l'ultima pubblicazione, che è anche quella che io ho acquistato e ho attualmente in lettura, ovvero "Perché sono vegetariano" di Lev Tolstoij in cui vengono proposti degli estratti e alcune lettere che il grande romanziere russo ha scritto a proposito della sua scelta di diventare vegetariano e di cui vi parlerò a breve perché lo sto divorando con grande interesse. 

I volumi hanno un costo che oscilla tra gli 8 e i 13 euro e sono davvero curati: il formato è piccolo, la grafica minimale, le copertine "tattili" perché zigrinate e sono tutti stampati su carta ecologica. E poi profumano un sacco... lo so, il discorso del profumo dei libri dopo un po' diventa una rottura snob, ma questi effettivamente hanno un ottimo odore, simile a quello che si sente nei negozi biologici, avete presente? Di materiali naturali... buono.

Qui di seguito vi lascio due o tre titoli tra quelli che più mi interessano ma vi invito ad andare a spulciare il sito e la pagina facebook della casa editrice perché offre un catalogo davvero molto interessante.


La filosofia dell'ombrello
R.L. Stevenson
Uno Stevenson che smette i panni del romanziere popolare per offrirci una divertente rappresentazione della vita e della società umana, colta nei suoi aspetti grandi e piccoli, ridicoli e importanti. Uno stile impeccabile in equilibrio tra il gusto e il paradosso e la provocazione linguistica.








Il credo dell'uomo libero
Bertrand Russel
La proposta “sovversiva” di Russell nella questione sociale, politica ed etica viene messa in luce dai saggi proposti in tutta la sua portata assolutamente personale, originale e lucida su quelli che sono i temi decisivi del XX secolo e del nostro tempo. I temi della libertà individuale, dei limiti del singolo nei confronti dello Stato e della legge, la visione della proprietà e della guerra, del denaro e dell’educazione dei giovani, sono i temi centrali che vengono affrontati dai saggi brevi qui ripresentati, tratti da varie opere e scritti tra i trenta e i quarant’anni, prima, durante e immediatamente dopo l’eccidio inutile della Prima guerra mondiale, evento che più di ogni altro contribuì alla maturazione filosofica e di saggista del filosofo gallese.




Sono una snob?
Virginia Woolf
Sono una snob? è una selezione di saggi in cui l’intellettuale londinese abbandona l’artificio romanzesco e ci lascia scrutare tra le pieghe della sua vita e della sua scrittura. Accanto alla Virginia su cui si è sempre posto i riflettori, accanto alle sofferenze e alle difficoltà, emerge dai saggi di Sono una snob? la sua voglia di vivere e di testare l’esistenza con le sue armi più affilate: l’umorismo, la curiosità, l’intelligenza e la sensibilità. Una ricerca nel vissuto e nella scrittura per riuscire a fissare e a catturare sulla carta la fluidità e l’instabilità della vita, degli esseri umani e dei loro pensieri: un affronto al realismo da cui emerge chiara la personalità e l’originalità di una grande scrittrice.



Concludo questo post parlandovi di un'altra iniziativa legata alle pubblicazioni indipendenti ma in questo caso più verso le librerie: ho già condiviso su facebook sia articoli che la mia opinione in merito ma si sa, repetita iuvant, e quindi vi parlo brevemente dell'IBC (Italian Book Challenge), una sfida letteraria ideata per dare una spinta alle librerie indipendenti e invogliare i lettori a visitarle e ad acquistarvi tanti bei libri.

La sfida consiste nell'acquistare (e ovviamente leggere ma per il momento il regolamento si limita all'acquisto, anche se ho letto che lo stanno rivedendo) un certo numero di libri nel 2016 andando a scegliere da una lista di cinquanta categorie che ci verrà consegnata dal nostro libraio (indipendente ovviamente) di fiducia nel momento in cui daremo la nostra adesione. Alla fine dell'anno vi sarà un vincitore locale, ovvero chi ha acquistato più libri nella libreria di riferimento, e un vincitore nazionale che porteranno a casa dei premi libreschi. Attualmente c'è ancora molto da chiarire a livello di regolamento prima della partenza, che dovrebbe avvenire il 12 febbraio, ma personalmente trovo che sia un'iniziativa interessante: certo, io sono la prima che non acquisterà mai 50 libri nuovi in un anno, sia perché la maggior parte delle mie nuove entrate libresche provengono da librerie dell'usato, biblioteca e ultimamente Kobo store, sia perché ormai rischio di soffocare sotto la quantità di non letti che ho accumulato e di conseguenza la parola d'ordine per il mio 2016 è "smaltire", non certo comprare. In ogni caso credo che questo sia il segnale che finalmente le librerie indipendenti hanno capito che se vogliono sopravvivere devono ingegnarsi e devono puntare sugli elementi che sono la loro forza contro i colossi, ovvero il rapporto personale e la possibilità di far uscire i propri clienti dai percorsi letterari più commerciali, facendo scoprire nuovi autori e nuovi editori.

Quest'ultimo è anche l'obiettivo che mi pongo io attraverso #sceglindipendente: esplorare nuove strade, scoprire storie e autori e magari incuriosire e invogliare qualcun'altro a sperimentare letture meno conosciute ma altrettanto interessanti.

venerdì 5 febbraio 2016

Appuntamento a Teatro: "Il ballo" di Irène Némirovsky al Franco Parenti

Dopo aver visto a teatro l'opera tratta da "Le Notti Bianche" di Dostoevskij (sulla quale giuro scriverò un post questo weekend) ho iniziato a provare un desiderio impellente di tornare a teatro: l'empatia che si crea con gli attori, l'atmosfera di totale rapimento che si respira tra il pubblico e la genuinità della rappresentazione che non può nascondersi dietro a trucchi cinematografici sono tutti aspetti che mi hanno stregato e ho deciso di iniziare questa nuova rubrica - che potrà avere anche deviazioni verso altre arti ("Appuntamento al Museo" potrebbe essere una delle prossime) - in cui parlarvi degli spettacoli o delle mostre a cui ho assistito o segnalarvi degli eventi particolarmente interessanti, meglio se legati ai libri. Abitando a Milano la maggior parte delle mie segnalazioni riguarderanno naturalmente la mia città e le zone circostanti, ma non escludo di poter segnalare qualche evento particolarmente interessante anche in altre città.

L'OPERA TEATRALE


Il ballo
Liberamente ispirato a Il ballo di Irène Némirovsky
Racconto di scena ideato e interpretato da Sonia Bergamasco

Da martedì 9 febbraio a domenica 6 marzo
al Teatro Franco Parenti
ingresso 33,50 EURO
(11,50 per gli iscritti alla newsletter Adelphi!!!)

maggiori informazioni qui



IL ROMANZO

Il ballo ha la perfezione esemplare di un piccolo classico, poiché riesce a mescolare, pur nella sua brevità, i temi più ardui: la rivalità madre-figlia, l’ipocrisia sociale, le goffe vertigini della ricchezza improvvisata, le vendette smisurate dell’adolescenza – che passano, in questo caso eccezionale, dall’immaginazione alla realtà. Perché è proprio una vendetta, quella della quattordicenne Antoinette nei confronti della madre: non premeditata, e per questo ancora più terribile. In poche pagine folgoranti, con la sua scrittura scarna ed essenziale, Irène Némirovsky condensa, senza nulla celare della sua bruciante crudeltà, un dramma di amore respinto, di risentimento e di ambizione.

giovedì 4 febbraio 2016

Le notti bianche

(Белые ночи)
di Fedor Dostoevskij

Formato: Ebook, 89 pagine
Editore: Garzanti, 2014
Genere: Racconto, classici
Data prima pubblicazione: 1848
Lettura n.: 05/2016
Preso da: Kobo store


Voto: 10/10


Era una notte meravigliosa, una notte come forse ce ne possono essere soltanto quando siamo giovani, amabile lettore. Il cielo era così pieno di stelle, così luminoso che, gettandovi uno sguardo, senza volerlo si era costretti a domandare a se stessi: è mai possibile che sotto un cielo simile possa vivere ogni sorta di gente collerica e capricciosa? Anche questa è una domanda da giovani, amabile lettore, molto da giovani, ma voglia il Signore mandarvela il più sovente possibile nell’anima! … Parlando d’ogni sorta di signori capricciosi e collerici, non ho potuto fare a meno di rammentare anche la mia saggia condotta in tutta quella giornata.
(incipit)


✎ Il mio parere
Un piccolo capolavoro con la capacità di commuovere come solo i grandi romanzi riescono a fare. Di solito non amo i racconti perché sono troppo brevi per permettermi entrare davvero in empatia con i personaggi ma in questo racconto i sentimenti dei protagonisti sono così intensi e l'immedesimazione così facile che avrei voluto durasse per sempre.

Il protagonista è un sognatore che vive una vita a sé, separata e diversa da quelle di tutti gli altri: la sua intera esistenza si svolge attorno alle sue fantasticherie, non trovando nella realtà nulla che lo appassioni come quei suoi sogni, al cui confronto la vita di ogni giorno è spenta e grigia. Questa sua condizione lo porta però ad essere irrimediabilmente solo e l'angoscia di questa solitudine, che traspare dal monologo del sognatore nella "seconda notte", è qualcosa di struggente. L'incontro con Nasten'ka diventa quindi per il sognatore un evento straordinario ciò che lo illude di poter uscire dalla sua solitudine, e l'amicizia che instaura con lei il suo unico pensiero: anche Nasten'ka è una sognatrice e insieme i due vivono quattro frenetiche notti che si concluderanno, per il nostro sognatore con un brusco ritorno alla realtà, per me con una stretta al cuore.

Se vi interessa approfondire i temi del racconto vi lascio il link al sito Kasparhauser.net dove potete trovare un articolo davvero interessante e ben scritto; a breve pubblicherò il post relativo alla trasposizione teatrale di quest'opera che ho visto al Teatro Out-Off a Milano e nel quale parlerò più nel dettaglio sia del racconto che della trasposizione.


♥ Questo libro fa per voi se... volete avvicinarvi a Dostoevskij ma vi spaventano i mega-romanzi o se volete volete leggere un'opera che sia in grado di farvi vibrare cuore e anima con due soli personaggi e meno di cento pagine.


Periodo di lettura: 26 - 29 gennaio 2016
Ambientazione: Pietroburgo/Russia
Opere derivate: "Le notti bianche" di Luchino Visconti - "Quattro notti di un sognatore" di Robert Bresson - numerose trasposizioni teatrali
Sfide: sfida dei classici
  

lunedì 1 febbraio 2016

Il gioco di Ripper

(El juego de Ripper)
di Isabel Allende

Formato: Paperback, 462 pagine
Editore: Feltrinelli, 2013
Genere: Teatro
Data prima pubblicazione: 1606
Lettura n.: 04/2016
Preso da: Regalo (cartaceo) + prestito MLOL (ebook)


Voto: 7.5/10


“Mia madre è ancora viva, ma sarà uccisa Venerdì Santo a mezzanotte” lo avvertì Amanda Martín e l’ispettore capo la prese sul serio, visto che aveva dato prova di saperne più di lui e di tutti gli agenti della Sezione Omicidi. La donna era prigioniera da qualche parte nei diciottomila chilometri quadrati della Baia di San Francisco, avevano poche ore per trovarla ancora in vita e lui non sapeva da dove cominciare.
(incipit)


✎ Il mio parere
Ho iniziato "Il gioco di Ripper" per prendere fiato durante una delle letture più noiose che mi sian capitate negli ultimi anni (e che purtroppo non riesco proprio a proseguire, tanto che credo la abbandonerò) e non avrei potuto fare una scelta più azzeccata: il romanzo è un mix tra un thriller e un romanzo familiare, e quello che nelle mani di uno scrittore normale si sarebbe rivelato un pasticcio inimmaginabile, con la fantastica abilità narrativa della Allende si è trasformato nel thriller più emotivamente approfondito che abbia mai letto. Il motivo per cui di solito non leggo thriller, infatti, è proprio la sproporzione tra l'importanza della trama e l'approfondimento dei personaggi, che nel 90% dei casi non esiste perché l'essenziale in un thriller è l'azione. Sì, centra anche il fatto che sono una fifona e la tensione del thriller mi fa venire l'ansia, ma per la maggior parte i miei problemi con questo genere riguardano la scarsa empatia. Con questo romanzo non si corre alcun rischio di superficialità perché a costo di rallentare un po' il ritmo (soprattutto per chi cerca tanta azione) la Allende ci regala un ritratto molto intimo dei suoi personaggi, che diventano degli amici da cui è difficile separarsi una volta chiusa l'ultima pagina.

Nel complesso comunque credo che i tempi del romanzo siano stati gestiti molto bene: è vero che in proporzione la parte "poliziesca" è minore rispetto quella dedicata all'approfondimento dei personaggi e delle loro relazioni, ma per quanto mi riguarda questo non ha mai né compromesso la tensione del romanzo nei momenti "clou", né l'intimità della scrittura quando serviva per creare più atmosfera. Anzi, l'aver ritrovato in parte quel calore con cui la Allende è solita mostrarci i suoi protagonisti è stato per me un motivo di maggiore immedesimazione nella storia.

Rispetto a ciò a cui questa autrice ci ha abituato, l'elemento di realismo magico è quasi assente; dico quasi perché ogni tanto in qualche immagine particolarmente evocativa o qualche capacità extrasensoriale salta fuori (la Allende non ce la fa proprio ad eliminarla del tutto), però il romanzo non si inserisce assolutamente nel suo filone "classico", il che per me è un bene, perché è giusto che uno scrittore ogni tanto si metta alla prova ed esca un po' dal seminato, specialmente se dotato e abile come lei. Per me scoprire una Allende scrittrice di thriller è stata una bellissima sorpresa e per quanto io adori quel sentore di magia che si respira nei suoi romanzi, sono rimasta soddisfatta da questo esperimento.

Per finire, giustamente parliamo del finale (che metto come sempre sotto spoiler): devo ammettere che mi ha spiazzato, prima con Carol e poi con Gary... questo ultimo colpo di scena nel colpo di scena non mi ha entusiasmato del tutto, mi sarebbe bastato rendermi conto che dietro tutto ci fosse l'insospettabile Carol, però devo dire che con me ha centrato l'obiettivo: non me lo sarei mai aspettato! C'è da dire che io sono una pippa allucinante nei gialli e non indovinerei il colpevole nemmeno se mi ballasse nudo davanti agli occhi, però effettivamente mi ha stupita. Mi è dispiaciuto invece moltissimo per il povero Ryan: la sua fine è credibile, non posso criticarla e anzi, finalmente un eroe che muore e non si salva per il rotto della cuffia, però mi è dispiaciuto un sacco e una piccola parte di me avrebbe desiderato il tanto agognato lieto fine... leggere l'epilogo mi ha quasi fatta piangere!


♥ Questo libro fa per voi se... siete curiosi di scoprire una Isabel Allende inedita scrittrice di thriller.


Periodo di lettura: 22 - 26 gennaio 2016
Ambientazione: USA
Opere derivate: -
Sfide: sfida LGS - sfida Bookopoly - sfida TBR 2016 -